Vicenza e provincia in breve

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Il 25 aprile di Salvini…

“E’ irrispettoso da parte di Salvini come Ministro degli Interni, mettere davanti la guerra alla mafia, che dovrebbe essere fatta sempre e non un giorno solo, rispetto ai nostri morti per la libertà e per la pace, insegnamento per i nostri figli nel ricordo di questo giorno importantissimo. Mi chiedo se gli altri candidati sindaci alle prossime amministrative renderanno onore ai nostri Martiri del Grappa, il 25 aprile, davanti al sacello commemorativo in Viale dei Martiri, o seguiranno la linea scelta da Salvini”. Sono parole di Bruno Trevisan, candidato sindaco a Bassano Del Grappa per il Movimento Cinque Stelle, che dunque non vuole lasciare spazio a dubbi sul suo pensiero a proposito del 25 aprile e dell’importanza dell’annuale commemorazione della Liberazione dall’occupazione nazifascista, e per questo ricorda che “nel 1949, l’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi concesse la medaglia d’oro al valor militare alla città di Bassano, come viene ricordato nella lapide a memoria in Piazza Garibaldi”.

“Il 25 aprile sia festa di tutti gli italiani contro le dittature”

“Domani si celebra il 74esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Sia una giornata di festa per tutti, indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza. Il 25 aprile dovrebbe essere un momento di gioia ma anche di riflessione per rivisitare, anche attraverso i racconti di chi ha vissuto in prima persona quegli anni, gli orrori di una dittatura. Ho l’impressione che il passare del tempo abbia annacquato nella testa di molti il ricordo degli orrori che noi italiani abbiamo dovuto subire a causa del regime fascista. Così la deputata padovana Silvia Benedetti, del gruppo misto e Sogno Itialia, che sottolinea l’importanza del ricordo, come “lezione sulle derive autoritarie ed estremiste che vanno combattute prima che trovino radicamento e sfocino nella violenza. Ai nostalgici del fascismo – aggiunge – ricordo che il mondo offre ancora per diverse dittature: se vogliono provare  quell’esperienza indimenticabile possono trasferirsi per esempio in Corea del Nord o in Ruanda. Vedremo se saranno ancora nostalgici dopo qualche anno di soprusi e di mancanza di libertà”.

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