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Vicenza, basilica blu nella giornata per l’autismo

Vicenza – Per la “Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo” che ricorre oggi, 2 aprile, il Comune di Vicenza, in accordo con il Coordinamento autismo Veneto (Cav) illuminerà di blu il monumento simbolo della città, la Basilica palladiana, dalle 21 alle 24. Molte altre città del mondo sceglieranno un monumento significativo da illuminare di blu per sensibilizzare i cittadini rispetto a questa condizione. L’iniziativa vicentina è sostenuta dall’assessore alla famiglia e alla comunità Silvia Maino e dalle consigliere comunali Simona Siotto e Caterina Soprana, su proposta dall’Associazione autismo Triveneto onlus.

“Vogliamo ricordare questa giornata – ha spiegato Maino – con un segnale di vicinanza a tutte quelle persone che ogni giorno convivono con l’autismo. Una malattia che cambia la vita dei familiari di chi ne è affetto, che devono attrezzarsi per comprendere i bisogni e imparare ad affrontare le necessità quotidiane. Una lotta continua che può far sembrare un miraggio la felicità. L’aiuto e la comprensione anche di chi non fa parte della ristretta cerchia familiare possono alleviare la fatica e il dolore di ogni giorno”.

“La sensibilizzazione – ha aggiunto Caterina Soprana – è fondamentale anche per quella forma di autismo che colpisce molte persone in modo meno grave, ovvero la Sindrome di Asperger che, proprio per la sua sintomatologia meno eclatante, viene difficilmente diagnosticata e spesso sottovalutata, portando disagi e profonda sofferenza alle famiglie coinvolte”.

Sebbene ogni persona con autismo sia diversa, essere autistico vuol dire avere grosse difficoltà nella comunicazione intenzionale. Significa che per alcune persone diventa impossibile comunicare anche necessità primarie come il dolore, la fame, il caldo e cosi via; significa non riuscire a comunicare e condividere i propri stati d’animo, i propri pensieri.  La persona affetta da autismo alterna pesanti crisi di rabbia ed aggressività a momenti di euforia, ha fissazioni e cosiddetti manierismi, gesti particolari fatti con le mani o con tutto il corpo. Pur avendo talenti particolari l’autismo comporta difficoltà relazionali e nel pensiero astratto, nella programmazione del futuro e quindi della vita, rendendo necessario un supporto educativo e psicologico costante.

Parlare di incidenza dell’autismo non è cosi semplice poiché la fluttuazione dei dati statistici dipende molto dagli strumenti diagnostici utilizzati per individuare la sindrome e dall’età che viene tenuta in considerazione, che di solito va dai 2 ai 18 anni, tralasciando una grossa parte di persone autistiche adulte mai diagnosticate. L’incidenza in Italia arriva a 1,5 ogni mille persone, anche se in molte regioni si è superata di molto (ad esempio 4/1000 in Emilia-Romagna ed in Piemonte).

Secondo un rapporto dell’Istituto superiore di sanità, l’incidenza è di circa 1,35 ogni cento nuovi nati. Un’anomalia del sistema sanitario italiano consiste nel riconoscere l’autismo solo fino ai 18 anni di età, come se all’improvviso questo sparisse. Purtroppo, questa è una sindrome dalla quale non si guarisce ed anzi in molti casi con l’età aumentano i problemi comportamentali delle persone con autismo e le necessità delle famiglie.

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