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Rosà, “Trasparenza, ma niente allarmismo”

Rosà – “Ferma condanna per quanto accaduto al giornalista della Rai, Matteo Mohorovicich, massima disponibilità e collaborazione con le forze dell’ordine affinché si faccia chiarezza su quanto è accaduto, ma anche una ferma ed intransigente posizione a tutela del buon nome di Rosà, associato in alcuni casi, da leoni della tastiera, alla mafia”. Lo ha detto oggi con grande chiarezza il sindaco di Rosà, Paolo Bordignon, durante una conferenza stampa convocata  a seguito del “grave episodio di presunta intimidazione – sono ancora parole del sindaco – che ha interessato la troupe Rai presente domenica a Rosà e relativamente all’informativa sull’esposto e alle risultanze dell’assemblea pubblica tenutasi la scorsa settimana in Quartiere Cremona”

All’incontro con i rappresentanti dei media hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Etra Spa, Andrea Levorato, il sindaco del comune limitrofo di Rossano Veneto, Morena Martini, il responsabile dell’area comunale Lavori pubblici, Mirko Campagnolo ed il vice commissario della polizia locale, Thomas Bertoncello. Il primo cittadino rosatese ha anche comunicato di essere in costante contatto con il comandante dei carabinieri della stazione di Rosa e che ossibili sviluppi sono previsti nelle prossime ore.  Bordignon ha poi spiegato la posizione dell’amministrazione sul confronto che si è creato con il comitato sorto a salvaguardia dell’area, ribadendo, ancora una volta, la piena disponibilità al dialogo ed a discutere i problemi attorno ad un tavolo.

“L’amministrazione comunale – ha ribadito – ha sempre una porta aperta e lo ha dimostrato con i fatti anche in altre occasioni. I cittadini e la salute sono la prima cosa. Ci sono delle leggi, normative e delle procedure che il comune non può bypassare, atti pubblici disponibili, e siamo a contatto diretto e costante con Regione, Provincia ed Arpav. Quello che non accetto sono le strumentalizzazioni. Non sono in contrapposizione al comitato, ma non posso accettare falsi proclami. Dopo aver convocato i rappresentanti del comitato nell’incontro di chiarimento con Etra, incontro a cui hanno preferito non partecipare lasciando la sala e dopo un nuovo invito, sono in attesa di incontrarli per risolvere con loro i problemi”.

“Chiedo tranquillità, trasparenza e nessun allarmismo – ha poi concluso il sindaco -. Su questo punto ho informato questa mattina la procura, mettendo a disposizione tutti gli atti. Io sono con i cittadini e con il comitato, purché il fine sia lo stesso, ovvero quello della salute pubblica e la tutela dell’ambiente”.

L’architetto Campagnolo, con il supporto visivo di un’orto-foto dell’area interessata posta ai confini di Rossano Veneto, tra la linea ferroviaria e via dei Prati, ha illustrato il percorso storico e lo stato d’essere della zona attualmente suddivisa in diverse proprietà, con a nord l’ex discarica Castellan, confinante a sud con la proprietà di Etra, dove è previsto il nuovo magazzino di circa duemila metri quadrati della multiutility ed a valle di Etra, l’area agricola e l’ex cava “Poiana” con l’area centrale acquisita nel 1987 dal Comune di Rosà. Campagnolo ha evidenziato che i vari monitoraggi di Arpav sull’ex discarica e l’area a sud (l’ultimo risale al 2014) non hanno avuto alcun riscontro in termini di problematiche ambientali.

Il presidente di Etra, Andrea Levorato ha invece presentato le risultanze dell’indagine sul terreno, carotaggi effettuati a 15 metri di profondità nel 2014 in cui non è stato rilevato alcun elemento inquinante. Risultati negativi anche per le analisi di superficie, ripetute anche nel settembre del 2018. Massimo appoggio e sostegno all’azione di un eventuale ulteriore indagine ambientale è stata espressa dal sindaco di Rossano Veneto, Morena Martini.

Bordignon ha infine ribadito “la piena disponibilità ad incontrare i rappresentati del comitato, attendendo oltremodo una formalizzazione, in comune o direttamente alla procura, dell’indagine ambientale sull’area, promossa dallo stesso comitato, dopo l’esposto presentato sul ritrovamento di alcuni rifiuti”. È stato avviato nel frattempo un tavolo tecnico con Arpav e Provincia per ulteriori indagini ambientali.

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