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Pfas, la Cgil: “Regione si muova invece di querelare”

Vicenza – “La Regione si impegni come da sue precise responsabilità e prerogative per affrontare il drammatico problema dell’avvenuto avvelenamento dell’acqua, dell’ambiente e degli esseri viventi di un vasto territorio del Veneto, e non perda tempo a denunciare una persona che, assieme a tante altre, e tra queste il sottoscritto, si è battuto e si batte contro un crimine ambientale e per la salvaguardia delle nostre terre e della vita che le popola”.

E’ quanto scrive oggi in una nota il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Zanni, criticando la Regione Veneto per la sua intenzione di querelare un noto attivista no Pfas di Montecchio Maggiore, Alberto Peruffo,  accusato di aver rilasciato dichiarazioni di carattere diffamatorio, in particolare nei confronti dell’assessore all’Ambiente Bottacin, nel corso della trasmissione radiofonica “Centocittà” di Radio Uno Rai, il giorno 17 aprile, sul gravissimo problema dell’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche.

“La Regione – continua Zanni – intervenga per garantire acqua pulita e sorveglianza sanitaria anche per le decine di migliaia di persone che risiedono nei comuni della zona arancio, che per ragioni assurde sono state escluse dalle misure previste per i residenti della zona rossa. A precisa richiesta, da me avanzata all’assessore Bottacin, di avere acqua pulita attraverso la doppia filtrazione, mi ha risposto: Faccia la richiesta al suo gestore. L’assessore, invece di querelare chi si impegna per la salute di tutti, chieda alla sua giunta di deliberare l’estensione di quanto stabilito per le zona rossa anche per la zona arancio, perché i miei figli, abitando io a Montecchio Maggiore, sono stati avvelenati come i coetanei della zona rossa”

“Da mesi – conclude il segretario Cgil – attendiamo, come Cgil, Cisl e Uil, un incontro con l’assessore regionale alla sanità, sulla situazione sanitaria delle circa 500 persone che hanno lavorato nllo stabilimento Miteni, e che avendo nel sangue i valori più elevati al mondo di Pfas sono a rischio di insorgenza di patologie che gli studi effettuati finora associano a queste sostanze nocive. Anziché querelare, la Regione ci convochi al più presto, per ascoltare le nostre richieste e cercare di affrontare le conseguenze di questo immane disastro ambientale”.

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