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L’incendio della cattedrale parigina di Notre Dame - Foto: Milliped (CC BY-SA 4.0)
L’incendio della cattedrale parigina di Notre Dame - Foto: Milliped (CC BY-SA 4.0)

Nel rogo di Notre-Dame siamo tutti parigini

Parigi – Ieri sera abbiamo davvero rischiato di perdere una parte della nostra storia e della nostra identità europea. Tutti noi, non solo la Francia, direttamente colpita dall’incendio che ha devastato uno dei monumenti simbolo della sua capitale, la cattedrale di Notre-Dame. Tutti noi, perché Parigi è davvero una città cosmopolita, legata a tutte le culture quantomeno europee e soprattutto all’arte ed alla bellezza. Ma pur nel dramma indiscutibile che il rogo porta con sé, ci sono alcune buone notizie ed un finale meno drammatico di quanto si è temuto ad un certo punto.

Innanzitutto la cattedrale è salva. L’incendio ha bruciato tutte le parti in legno, distruggendo il tetto e la guglia, la le volte e le strutture ion pietra hanno tenuto, quindi il recupero completo del monumento, per quanto costoso, ci sarà certamente. Un’altra buona notizia è data dal fatto che sembra esclusa una origine dolosa delle fiamme, e tanto più sono esclusi motivi ideologici legati al terrorismo islamico. Dovrebbe essersi trattato insomma di una fatalità, di un incendio colposo sviluppatosi per ragioni legate alla presenza del cantiere per il restauro proprio di quella guglia che è invece crollata.

Resta il dolore per quelle fiamme che abbiamo visto avvolgere una testimonianza del passato che chiunque sia stato a Parigi ha visto ed ha amato, così legata per altro alla storia e alla cultura europea. Naturalmente tutto il mondo ha seguito ieri sera con apprensione quanto succedeva sulle rive della Senna, ed al presidente francese Marcon sono arrivati messaggi di solidarietà da capi di Stato di tutto il pianeta, tra i quali anche il presidente Mattarella.

Anche dal Veneto, proprio nei minuti più drammatici del rogo di Notre-Dame, è stata espressa solidarietà e partecipazione. A farlo è stato il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, che ha parlato di una “catastrofe che ferisce la cultura e la storia di tutto il continente, una tragedia che non lascia indifferenti, perché la cattedrale parigina non è solo una splendida testimonianza del gotico ma un luogo emblematico, un simbolo per la Francia e per l’intera cultura europea”, aggiungendo che “come è accaduto più volte nella storia di Venezia, i parigini devono ora pensare già alla ricostruzione”.

Da segnalare infine anche la solidarietà espressa agli amici francesi di Annecy dal sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, e dal consigliere comunale con delega ai gemellaggi e alle relazioni internazionali Leonardo De Marzo. Lo hanno fatto inviando alla città francese gemellata una lettera di vicinanza a seguito del terribile incendio che ha colpito uno dei simboli più importanti della Francia e del cattolicesimo.

“Di fronte a questo drammatico evento – hanno sottolineato Rucco e De Marzo – abbiamo voluto manifestare al popolo di Annecy e al popolo francese la grande commozione vissuta da tutta la comunità vicentina, anche in virtù del forte legame di amicizia e vicinanza instaurato in questi anni con il gemellaggio tra le due città”.

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