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Marco Paolini
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Marco Paolini a Vicenza con il suo “Tecno Filò”

Vicenza – Si conclude, al Teatro Comunale di Vicenza, la programmazione degli spettacoli fuori abbonamento, con un evento speciale previsto per giovedì 2 maggio, alle 20.45. Ad andare in scena sarà uno dei grandi protagonisti del teatro nazionale, Marco Paolini, con una conferenza spettacolo dal titolo “Tecno Filò. Technology and me”. Lo spettacolo, prodotto da Michela Signori per Jolefilm, propone una riflessione sull’uso consapevole delle nuove tecnologie, una sorta di prosecuzione dei temi proposti dallo spettacolo “Numero Primo” nella scorsa stagione.

Lo spettacolo è stato presentato in qualche occasione, ma arriva a Vicenza per la prima volta, in forma inedita, ed è dedicato al recupero di una delle più salde tradizioni delle comunità familiari e di paese, il “filò” serale, nel quale passate le generazioni contadine condividevano storie ed esperienze, in evidente contrapposizione alle forme virtuali di aggregazione dei nostri giorni, tutte sui social network e sulle piazze digitali. I biglietti per la serata con Paolini sono esauriti da tempo, disponibili solo in caso di rinuncia dei possessori.

“Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social – spiega Paolini – non conosco la meccanica quantistica, né le neuroscienze o la fisica, né la robotica o le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando, grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano, e di cui faccio uso anch’io come i miei simili. Provo a riflettere a voce alta su questo, mettendo insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti. Una volta, nelle veglie invernali si chiamavano filò le narrazioni degli anziani che raccontavano qualcosa di unico e prezioso. Senza presunzione di riuscirci, ritengo necessario provare a narrare il nostro tempo crisalide”.

“Lasciata a sé stessa – prosegue l’autore – la tecnologia è come il colesterolo cattivo, ed allora parlarne è forse uno dei modi per cominciare ad occuparsene. Un altro sarebbe considerare l’impatto sul pianeta e non sulle singole persone. Oggi quando buttiamo una bottiglia di plastica siamo abbastanza consapevoli delle conseguenze ma, anche se esiste, la coscienza ecologica non basta ad affrontare il problema dell’ecologia, cioè la sostenibilità del modello attuale di sviluppo.  Serve tempo perché si formi un’ecologia del web e delle biotecnologie, ma quanto? Definendo quello che viviamo un tempo crisalide intendo marcare che l’esito delle mutazioni culturali, tecnologiche in corso dipenderà dai pesi e dai contrappesi che sapremo immaginare. Non si può indovinare il futuro ma l’esercizio di immaginarlo aiuta a dare un peso alle scelte nel presente. Ci sono molti libri che trattano questi argomenti ma non c’era uno spettacolo. Cosi ne ho scritti due”.

Le avventure di Numero Primo (sul palcoscenico del Teatro Comunale di Vicenza nel gennaio della scorsa stagione) è una storia fantastica (anche se fondata su ipotesi plausibili) che narra l’impatto con l’ignoto. In Tecno Filò sono confluiti alcuni frammenti di Numero Primo ma in un altro contesto. Marco Paolini è attore, autore e regista, bellunese di nascita. Noto al grande pubblico per “Il racconto del Vajont”, si distingue come autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia.

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