Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Mamme No Pfas: “Subentro di Icig inaccettabile”

“Inaccettabile il subentro di Icig, coinvolta nell’inchiesta sulla contaminazione da Pfas in Veneto, a Miteni Spa per la bonifica del sito”. E’ quanto scrive nell’intervento che segue il comitato Mamme No Pfas…

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Vicenza – Apprendiamo con profondo sdegno la notizia delle trattative in corso tra la Regione Veneto e Icig, proprietaria di Miteni spa, che “sta acquisendo dal fallimento la gestione degli stabilimenti con un atto in corso di perfezionamento”. L’acquisto di Miteni spa da parte di Icig è avvenuto nel 2009, per la ridicola e quantomeno sospetta cifra di un euro, e non abbiamo motivi per dubitare di ciò che afferma il Noe di Treviso, nella relazione consegnata alla Procura di Vicenza, in cui dichiara come Icig fosse consapevole circa le gravissime criticità del sito e dei conseguenti rischi per la salute della popolazione residente.

Come è possibile riporre anche solo un briciolo di fiducia in chi ha tratto profitto sulla nostra pelle ed è corresponsabile del disastro ambientale e sanitario di cui siamo vittime? Come può la Regione Veneto ancora una volta mettere in secondo piano la tutela dei cittadini a favore di chi con il denaro pensa di poter acquistare la giustizia? In una lettera indirizzata a Procura della Repubblica, Prefetto di Vicenza, Giudice delegato per il fallimento, Provincia di Vicenza, Comune di Trissino e Arpav, la Regione “invita le amministrazioni pubbliche a proseguire nell’esercizio dei loro compiti di vigilanza anche nei confronti dell’azienda subentrante, e non più soltanto della Miteni spa, in continuità con quanto fino ad ora attivato”.

Perché dovremmo ancora fidarci dei controlli attivati fino ad ora, quando nel 2014 la stessa Regione rilasciò a Miteni spa l’autorizzazione integrata ambientale (Aia), che comprendeva la lavorazione del GenX, senza preoccuparsi di verificare se questa pericolosa sostanza venisse rilasciata nell’ambiente, permettendo così che si propagasse fino a 7 km di distanza nella falda dalla quale attingono i nostri acquedotti?

La “garanzia fideiussoria volontariamente proposta dalla proprietà a garanzia delle spese da sostenere per garantire il funzionamento della barriera idraulica” è per noi Mamme No Pfas e cittadini contaminati un affronto vergognoso, sia da parte di Icig che, facendo quattro conti, probabilmente spera di risparmiare rispetto ad un più pesante risarcimento alla popolazione e agli enti pubblici, che da parte della Regione Veneto che ancora una volta fa orecchie da mercante alle nostre ferme e ben motivate richieste.

L’unica bonifica che accetteremo, perché è l’unica soluzione sensata, sarà la rimozione di tutti gli edifici e del terreno contaminato nel sito occupato da Miteni spa. La Fabbrica della morte deve diventare il Parco della vita, in onore di tutte le persone che non possono più urlare la loro rabbia e il loro dolore, in onore di tutti coloro che soffrono e soffriranno a causa di gente senza scrupoli, senza dignità e senza coraggio, in onore di tutti i bambini mai nati che noi mamme per prime non possiamo dimenticare per un solo istante della nostra vita.

Mamme No Pfas – Genitori attivi Area contaminata

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