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Degrado a Parco Fornaci. Giornalista aggredito

Vicenza – Brutto episodio questa mattina a Vicenza, a Parco Fornaci, dove un giornalista del Giornale di Vicenza, Valentino Gonzato, è stato aggredito mentre faceva il suo lavoro, documentando la situazione di degrado in cui versa quest’area verde cittadina, divenuta luogo di ritrovo per molti spacciatori. Il cronista è stato circondato da un gruppetto di persone, tutti stranieri, che lo hanno minacciato, aggredito e derubato del cellulare, poi comunque recuperato dalle forze dell’ordine.

“Solidarietà al giornalista che stava svolgendo il proprio lavoro” ha scritto poco dopo in una nota il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, stigmatizzando l’increscioso episodio ed augurando, a nome e suo e di tutta l’amministrazione comunale, una pronta guarigione a Gonzato, che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove lo hanno medicato per delle contusioni.

“È evidente – ha aggiunto il sindaco – che la situazione a Parco Fornaci continua ad essere difficile, con pericoli di sicurezza per i cittadini che segnalano fenomeni di degrado.Proprio per questo motivo siamo intervenuti nell’agosto 2018 con la rimozione di sei panchine, provvedendo allo sfoltimento della vegetazione in una zona adiacente alle abitazioni dove ci sono stati segnalati episodi di spaccio, di consumo di droga e di atti sessuali. Si è trattato di un primo passo per riportare l’ordine in questo luogo che da tempo versa in condizioni di degrado”.

“Abbiamo anche pubblicato un bando – ha ricordato inoltre Rucco – per l’affidamento della custodia e della gestione del parco e al nuovo gestore, che verrà decretato prossimamente visto che l’apertura delle buste è in programma per l’8 aprile, chiederemo la presenza in loco, per almeno otto ore al giorno, da aprile a settembre, e per quattro ore al giorno, da ottobre a marzo. Verrà prevista anche l’apertura di un chiosco, da aprile ad ottobre, in modo da rendere lo spazio vivo e sempre più frequentato grazie anche ad attività di intrattenimento e animazione. Durante la notte il parco rimarrà chiuso”.

Subito dopo Rucco, anche l’opposizione consiliare di Vicenza è intervenuta su questa aggressione con una nota di solidarietà a Gonzato, firmata da Raffaele Colombara, che ricorda come da tempo la minoranza stia segnalando che lo spaccio ed il consumo di stupefacenti in città si sono spostati nei quartieri e nelle aree verdi. “Non un buon viatico quando ancora deve iniziare la bella stagione – sottolinea Colombara – e per questo avevamo proposto, fin dalla scorsa estate, l’istituzione del vigile di quartiere, il rafforzamento delle pattuglie, e soprattutto custodi fissi per i parchi. Ad oggi, nulla di tutto ciò”.

“Risultano perciò stridenti – conclude il consigliere del centrosinistra – le affermazioni del sindaco che, come risposta ad una situazione chiaramente sfuggita di mano, parla di sei panchine rimosse e sfoltimento del verde. Dopo quasi un anno di amministrazione questo è quanto l’amministrazione Rucco è riuscita a fare. Un insulto al buon senso e, soprattutto, un chiaro segnale di impotenza, di grave mancanza di progettualità e di comprovata inadeguatezza”.

Da fuori Vicenza, è intervenuto poi sulla vicenda il presidente del consiglio regionale del Veneto,  Roberto Ciambetti, commentando questo  “tentativo di intimidazione da parte di un gruppo di malviventi nei confronti di un reporter che stava facendo il suo lavoro. E’ un fatto inquietante – ha messo in evidenza Ciambetti -:  la malavita cerca di imporre il silenzio colpendo la stampa e i mass media. La città saprà reagire e le istituzioni devono fare quadrato: questi  malviventi si sconfiggono creando attorno ad essi terra bruciata e mi auguro che nessuno  fornisca loro appoggio, aiuto o anche semplici giustificazioni di un atto inqualificabile, che segna però la gravità della situazione dovuta a scelte assurde del passato, grazie alle quali sono stati fatti entrare migliaia di sconosciuti  che oggi spadroneggiano e si fanno forti nella convinzione di essere impuniti se non protetti. Bisogna agire al più presto e con rara severità per estirpare questa mala pianta”.

Infine, parole dure anche dal presidente della Regione Lica Zaia, che invoca il pugno di ferro. “Spero che i responsabili di questo atto inqualificabile – ha sottolineato il governatore – vengano assicurati al più presto alla giustizia. Come spero che quanto accaduto non attiri compassione e comprensione pelose: certe aree del nostro territorio sono diventate zone franche soprattutto a causa di una immigrazione incontrollata e sregolata. Queste aree devono essere bonificate e restituite alla fruibilità dei cittadini”.

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