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Da sinistra: Raffaele Consiglio, Giampaolo Zanni e Grazia Chisin
Da sinistra: Raffaele Consiglio, Giampaolo Zanni e Grazia Chisin

Cgil, Cisl e Uil: “Primo maggio su lavoro e welfare”

Vicenza – “La nostra Europa: lavoro, diritti, stato sociale”. E’ il titolo che Cgil, Cisl e Uil hanno scelto quest’anno per celebrare la festa dei lavoratori. Sarà Bologna ad ospitare la manifestazione nazionale dei sindacati alla quale prenderanno parte i segretari generali delle tre confederazioni, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. A Vicenza, nelle serata di mercoledì primo maggio, alle 21, al ridotto del Teatro Comunale, Cgil Cisl e Uil offrriranno alla cittadinanza uno spettacolo dal titolo “L’ultima apra la porta”, di Carlo Albé, con Giusy Leonardi e le musiche di Nicola Pastori. Si tratta di una piece teatrale che fa riflettere sui temi del lavoro femminile e sul problema delle molestie sul luogo di lavoro, per finire poi sulle violenze di genere.

I segretari vicentini delle tre confederazioni Giampaolo Zanni (Cgil) Raffaele Consiglio (Cisl) e Grazia Chisin (Uil) hanno presentato oggi oggi le iniziative per la Festa dei lavoratori, insistendo sui temi di fondo, che riguardano l’economia e il lavoro, nel paese e nel territorio. “Chiediamo che l’Unione Europea – hanno sottolineato  – si faccia promotrice per garantire lavoro, diritti e stato sociale in modo omogeneo nel vecchio continente: è una questione di civiltà, e l’Europa a nostro avviso deve dare l’esempio nel mondo”.

Sul fronte del governo giallo-verde, i sindacati si dicono molto delusi dal Def (Documento economico finanziario) che è scritto sulla falsariga della legge di bilancio 2019: non sono previsti investimenti pubblici per il settore manifatturiero, per i territori e per il welfare, che sono necessari per creare economia e posti di lavoro. Altro tema importante è la sanità, con Cgil Cisl e Uil che, a livello nazionale, ritengono che di fronte alla mancanza di investimenti sia in atto un processo di privatizzazione.

Troppo spesso vi è carenza di personale e inadeguatezza di risorse. Anche in Veneto. Nella nostra regione inoltre, viste le schede ospedaliere del nuovo Piano socio sanitario, i sindacati hanno detto di temere “ulteriori riduzioni dei posti letto negli ospedali, senza vedere l’incremento di servizi sul territorio come sarebbe previsto. Siamo convinti – hanno aggiunto – che si debba lavorare sull’efficienza del sistema sanitario (e si può fare ancora molto anche in Veneto), non su tagli dei servizi”.

“Comunque – hanno precisato all’unisono Zanni, Consiglio e Chisin – siamo contrari alle guerre di campanile che, all’interno di alcune Ulss, stanno contrapponendo comuni e territori: dobbiamo avere una visione d’insieme, l’importante è che il sistema funzioni e che risponda alle esigenze dei cittadini”.

Sul tema del salario minimo proposto dal governo c’è il rischio di un grande equivoco, sottolineano Cgil Cisl e Uil. “Non siamo contrari al reddito minimo di 9 euro l’ora – hanno affermato – ma attenzione, siamo contrari al fatto che sia fissato per legge. Prima sia riconosciuta per legge la contrattazione collettiva (ora riconosciuta convenzionalmente), e il salario minimo sia applicato nei settori in cui non vi sia ancora la contrattazione tra parti sociali sindacali e datoriali. L’Organizzazione internazionale del lavoro infatti ha sottolineato come i salari siano più alti e dignitosi solamente ove vi sia la contrattazione tra le parti”.

In campo fiscale, Zanni, Consiglio e Chisin si sono detti a favore di una pressione fiscale progressiva, come è sancito dalla Costituzione. “Solo questa impostazione – hanno avvertito – permette una certa giustizia sociale. Siamo quindi contrari alla Flat Tax, mentre vorremmo che il governo si impegnasse fattivamente contro l’evasione fiscale, che resta sempre molto alta nel paese”. In tema di salute e sicurezza, nel Veneto, nell’ultimo decennio le nascite sono calate del 30%. La popolazione invecchia e siamo l’unica oramai regione che non ha attuato una riforma delle Ipab. “Siamo preoccupati – hanno detto i sindacalisti -: la popolazione invecchia anche nel vicentino e non abbiamo un sostegno pubblico per rispondere al grave problema della non autosufficienza”.

Sugli fronte appalti e legalità, Cgil Cisl e Uil hanno avuto un incontro in Regione, dopo i tanti segnali che dicono che la malavita organizzata è presente anche in Veneto. “Una situazione della quale la Regione ha preso atto – hanno sottolineato- ma non ha attuato nulla. Infine, sul versante Aim, Zanni, Consiglio e Chisin hanno comunicato che due giorni fa hanno chiesto un incontro con l’amministratore unico. “Siamo contrari – hanno spiegato – alla possibilità che Aim venga privatizzata a pezzi. Siamo favorevoli alla fusione con altre realtà, ma non alla privatizzazione. Siamo convinti che i servizi pubblici locali debbano restare di proprietà pubblica e aggregati”.

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