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L'ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa

Cgil contro i tagli all’ospedale San Bassiano

Bassano del Grappa – “Leggiamo e sosteniamo in questi giorni un appello contro i tagli al nostro ospedale San Bassiano, previsti dalla giunta Regionale del Veneto, appello che fortunatamente e significativamente raccoglie molte firme di adesione”. E’ quanto scrive oggi in una nota la la responsabile della Cgil per la zona di Bassano del Grappa, Fabiola Carletto, prendendo dunque una posizione chiara e forte a favore del mantenimento nella città del Grappa dei livelli sanitari consueti. Non sono pochi infatti coloro che temono un ridimensionamento dell’ospedale bassanese a favore dell’altro grande nosocomio della Ulss 7 Pedemontana, ovvero quello di Santorso…

“Basta chiedere – scrive ancora Carletto – a chi, lavoratore o ammalato, sia direttamente coinvolto nel funzionamento di questo importantissimo presidio, per sapere che ci sono, già da tempo, motivi di preoccupazione sulla sua gestione e sul suo futuro.  L’insufficienza degli organici  genera stress,  toglie tempi di riposo e lo stesso diritto alle ferie ai lavoratori (molte sono le giovani donne che  magari si spostano da Schio o Thiene  perché originariamente assunte per Santorso),  ai quali soprattutto di notte vengono affidati  con un numero irrisorio di operatori presenti anche  reparti molto complessi”.

“E naturalmente tutto questo non può non riflettersi, nonostante la professionalità e la disponibilità umana di chi lavora, sulla qualità e la sicurezza dell’assistenza ai degenti. Basta che si verifichino contemporaneamente delle crisi, anche gravi,  perché la struttura venga messa in difficoltà e rischi di non essere in grado di rispondere. Senza contare che la carenza di organici genera poi una difficoltà ad offrire  servizi ambulatoriali adeguati, cosicché gli alti costi di compartecipazione, i tempi di attesa, l’offerta territoriale scarsa spingono molti cittadini a rinunciare alla prevenzione e alle cure o a rivolgersi a strutture private. E, fuori dall’ospedale, sono ancora fragili i percorsi di dimissione protetta,  di assistenza domiciliare integrata, di gestione della cronicità.

“Come se non bastasse – continua la sindacalista – adesso  ci troviamo di fronte  allo spostamento a Santorso,  già in parte realizzato, di importanti competenze e reparti. Nonostante le rassicurazioni, del resto tardive e parziali,  che riceviamo dalla Regione (ma sarebbe stato ben meglio se un tale progetto fosse stato condiviso con gli amministratori locali, per tempo e in maniera trasparente alla popolazione), denunciamo la messa in discussione o  la perdita di  importantissimi servizi, fra i quali:

  • L’emodinamica h24, esistente a Bassano da quindici anni, in grado di intervenire in qualsiasi momento del giorno e della notte e in tutti i giorni della settimana, su un infarto miocardico, e tutti sanno quanto il fattore tempo sia in questi casi fondamentale.
  • Il laboratorio e l’anatomia patologica. Se durante un intervento chirurgico occorrono degli esami per sapere come procedere diventa essenziale questo servizio, già al Santorso.
  • L’ambulatorio di Malattie Infettive: a Bassano non vengono più effettuate prime visite, i pazienti vengono inviati a Santorso, alla faccia dei rischi che tante volte paventiamo di diffusione di queste patologie e delle difficoltà logistiche ed economiche che il cittadino può trovarsi ad affrontare. Per i pazienti già in carico l’Ospedale di Bassano riceve consulenze telefoniche da specialisti che non vedono direttamente gli ammalati.
  • Oncologia, in corso di depotenziamento, e Psichiatria, a fronte della crescita nella popolazione di questo tipo di patologie, che abbisognano negli operatori di formazione e competenze specifiche.

“Santorso non è dietro l’angolo – conclude Carletto -, non è servita da mezzi pubblici, ed é  immaginabile quanto  una tale riduzione dei presidi e dei servizi prossimali possa pesare sui cittadini in generale e soprattutto sulle persone più deboli ed esposte, con redditi bassi, con  gravi problematiche  familiari o di salute, in situazione di cronicità o di non autosufficienza. Ma ancora più grave è  il rischio di perdere coerenza organizzativa   e capacità di coordinamento  multidisciplinare sottraendo servizi a Bassano, che come sede dell’Ulss 7 Pedemontana,  dovrebbe semmai prevedere progetti di potenziamento e almeno di salvaguardia delle eccellenze già presenti”.

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