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Segnali preoccupanti per la libertà in Italia

Segnali preoccupanti per la libertà in Italia

Vicenza – Hanno ragione coloro che avvertono del pericolo che stiamo correndo, del rischio che incombe sulla società italiana, sulla democrazia addirittura, intesa almeno come modello di convivenza sociale che rifiuta la prevaricazione e la mancanza di libertà. Da un po’ di tempo è in atto una campagna di disinformazione, di propganda autoritaria che mira e togliere libertà agli italiani. La destra più prepotemnte e oppressiva, oltre che oscurantista, sta insomma rialzando la testa e cerca di farci cadere in una rete ce riporti indietro le lancette della storia.

Sono molti i mezzi che usa, e non sono dissimili da quelli che erano tipici del ventennio fascista, a cominciare dal razzismo. Ma ce ne sono tanti altri, tutti basati sulla prevaricazione e mirati a consolidare i privilegi delle classi sociali più privilegiate. E non mancano i singoli casi rivelatori, come quello del segretario provinciale del Psi di Venezia, Luigi Giordani, che ieri è stato aggredito verbalmente da un uomo che si è orgogliosamente dichiarato fascista e ha inneggiato al fascismo.

Una dichiarazione, hanno stigmatizzato i socialisti veneti, che un tempo l’uomo certamente non avrebbe fatto, e che oggi invece non provoca sdegno più di tanto, in un tempo in cui il peggio dell’uomo viene strumentalizzato da una certa politica per scopo elettorali. “Un tempo in cui – fanno l’esempio i socialisti – il presidente del Parlamento europeo mostra attenzione per l’impegno nella realizzazione di bonifiche e infrastrutture efficienti ai tempi del fascismo…”

“Intanto a Vicenza – continua la riflessione del Psi Veneto -, città medaglia d’oro della Resistenza, compaiono svastiche dipinte sui muri, mentre nel centenario della fondazione dei fasci di combattimento si espongo striscioni commemorativi ed il sindaco dichiara di poter prendere in considerazione la richiesta fatta da alcuni consiglieri comunali di intitolare una strada ad Almirante, redattore capo de La difesa della razza e capo di gabinetto del Ministero della cultura popolare della Repubblica di Salò”.

“Intanto a Verona – conclude il Psi – si prepara il Congresso mondiale delle famiglie, in cui il sentire comune, coacervo di sentimenti nobili e primordiali istinti, viene sfruttato da quei conservatori che intendono consolidare il potere di pochi ed intendono i cittadini come popolo ignorante e da condurre. Sono segnali preoccupanti, segnali di un inaccettabile decadimento civile e culturale che una parte minoritaria della nostra società vorrebbe imporre alla maggioranza”.

6 Commenti

  1. Lei sta banalizzando una questione molto seria. Basterebbe il dato anagrafico del continente africano in costante e progressiva crescita per capire che l’accoglienza non può essere la soluzione. Sullo sfruttamento ha ragione ma è anche vero che in molti casi è stato fatto e viene fatto con la complicità dei governanti dei Paesi africani. Poi far ricadere tutti i mali dell’Africa sull’Europa senza che mai un’analisi critica verso i suoi abitanti (qualche responsabilità l’avranno pure loro) è un’operazione stucchevole e con ogni evidenza figlia di una formazione culturale ideologicamente cieca dinnanzi alla realtà delle cose. A meno che i genocidi in Ruanda non li vogliamo far ricadere anch’essi a noi europei, tanto per fare un esempio. Sull’ossessione del fascismo o delle presunte destre illiberali (che non sono la stessa cosa), ribadisco quanto suddetto: stendo un velo pietoso. E se anche fosse come dice lei, un motivo ci sarà se larghe fasce della popolazione europea si rivolge a formazioni politiche che fino a pochi anni fa erano ai margini del dibattito politico. Un mea culpa ogni tanto non guasterebbe. Per tornare sui migranti, si vada fare un giro dove ci sono le altre concentrazioni di stranieri di ogni etnia, vada nei parchi pubblici dove bivaccano i sedicenti profughi e i clandestini, poi mi dica se per sanare i loro problemi sia sufficiente regalargli un permesso di soggiorno di due anni (fossero anche 5 non cambierebbe nulla). In giro per l’Europa esiste una moltitudine di città nelle quali intere comunità extra europee hanno preso il controllo dei quartieri dove nemmeno la polizia riesce ad entrare. E’ questo il futuro dell’Europa che intende? Tutti i tentativi di integrazione sono per lo più falliti. E lo disse pure Tony Blair qualche annetto fa. L’immigrazione va gestita, controllata, scelta e limitata nei numeri. Sennò il pentolone prima o poi scoppia, come del resto sta accadendo.

    • Lei dice “banalizzando”… Forse ho semplificato, certamente ho generalizzato, ma resto convinto che la questione migranti viene ingigantita e drammatizzata per la ricerca del consenso, soprattutto quello elettorale. Comunque è vero che l’arrivo dei migranti in Europa va gestito e contenuto nei numeri, ma non lo si può fare alzando muri. Lo si deve fare invece con una vera cooperazione internazionale, favorendo la nascita nei paesi interessati di governi all’altezza e smettendo di sfruttarne noi le risorse naturali dando loro in cambio una miseria (nel senso letterale del termine). Certo, ci vuole la volontà di farlo, ed è questa che è sempre mancata per via degli “interessi economici globalizzati”, o per dirla con più chiarezza per via della voracità insaziabile di pochi soggetti già ricchissimi.
      Quanto alle destre illiberali e alle nostalgie per il fascismo, ha ragione a dire che esse hanno buon gioco a causa di una sinistra che da decenni è inconsistente nei contenuti e incoerente nelle azioni, che è talvolta affarista ed è ormai distante dalla propria identità, dai propri valori e dalla propria gente. Una sinistra che, troppo spesso, ha inseguito la destra sul suo terreno, anziché percorrere una propria strada e proporre un’alternativa credibile.
      Tornando al problema concreto ed immediato dei migranti, i tentativi di integrazione credo siano falliti perché non si è voluto operare perché avessero successo (talvolta per non perdere il “grimaldello elettorale”, altre volte per semplice incapacità o calcolo economico). Si può cercare ed attuare una migliore organizzazione, fare vera accoglienza e favorire una vera integrazione. Se nel frattempo si migliorasse la situazione nei luoghi d’origine, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, il problema si risolverebbe, forse anche in pochi anni…

  2. Mamma mia che paranoici. Nemmeno i comunisti del PCI furono così patologicamente ossessionati dal fascismo a fascismo morto

    • No, non credo che si tratti di una paranoia… In Italia sono in molti, per fortuna, quelli che pensano che ci sia una destra che sta facendo di tutto per sottrarre spazi di libertà alla gente, per ridimensionare tanti diritti sociali faticosamente raggiunti dal popolo nei decenni passati. Si cerca di riportare indietro le lancette della storia, per avere un maggior controllo sui cittadini e per manovrarli meglio. Lo si fa soprattutto facendo leva sulle paure, come quella per i migranti, che si inculca e si cerca di far crescere sempre più, perché più grande e diffusa è la paura e più controllo si può esercitare sul popolo. Questo è, chiaramente, un disegno autoritario, e non certo di un fascismo “nostalgico” morto e sepolto, ma di un nuovo fascismo che ricalca i contenuti di quello vecchio. Già Pasolini, negli anni ’70, avvertiva che il “nuovo fascismo”, quello della società dei consumi, era pericoloso come quello vecchio (e forse di più), e che aveva anche permeato di più la società. Ora la situazione è peggiorata.

      • La paura verso i migranti non è nulla di costruito è una realtà figlia di questi ultimi anni di una follia immigrazionista che ha aperto le porte a chiunque. Solo in Veneto il 54% della popolazione carceraria è composta da stranieri ma rappresentano il 10% circa della popolazione. Non vuol dire nulla questo dato? Sul resto stendo un velo pietoso…

        • La paura dei migranti è del tutto costruita, a solo scopo elettorale. E’ pura e cinica ricerca del consenso, una strumentalizzazione condotta senza scrupoli per accedere a posizioni di potere. E’ su questo che va steso il velo pietoso, in Italia e in Europa, un velo che copra l’egoismo di fondo contenuto negli slogan del tipo “Prima gli italiani”. Da secoli l’occidente sfrutta e spreme i paesi del cosiddetto terzo mondo, ed è anche in vario modo responsabile della miseria e dei problemi che spingono i migranti a lasciare le loro case ed a cercare una vita vivibile alle nostre latitudini. Il minimo che possiamo fare è accoglierli, almeno finché non si riesce a sanare un po’ di situazioni nei loro paesi. Purtroppo, siamo invece costretti a vergognarci per l’egoismo “respingente” di troppi europei…
          Quanto al “rialzare la testa” da parte di una destra illiberale e autoritaria (oltre che affarista), beh, è una cosa sotto gli occhi di tutti, ne abbiamo esempi ogni giorno, su vari fronti: dal Congresso di Verona (con il desiderio di limitare i diritti civili) ai tentativi di proporre in positivo le icone del fascismo, quello del ventennio, che all’Italia non ha portato nulla di buono, ma solo una immensa tragedia…

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