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Quote latte, Pan all’Europa: “Sospendere le multe”

Venezia – Nell’ambito di uno dei procedimenti riguardanti le quote latte, intentato dal caseificio sociale San Rocco  di Tezze sul Brenta e approdato alla Corte di giustizia dell’Unione Europea, sono state depositate nei giorni scorsi le conclusioni dell’avvocato generale Michal Bobek, secondo le quali l’Italia non avrebbe ripartito correttamente il prelievo tra gli allevatori, che hanno prodotto oltre la quota produttiva loro attribuita in base a contrasti esistenti tra l’applicazione di norme comunitarie e nazionali.

“La posizione espressa dall’avvocato generale – spiega una nota della Regione Veneto – riguarda i criteri adottati in sede nazionale per la riscossione delle multe a carico dei produttori che hanno prodotto latte in eccesso rispetto alla quota loro assegnata fino all’annata 2014-2015, che ha costituito l’ultima campagna di applicazione del regime delle quote latte. In particolare l’avvocato generale si è espresso ritenendo che le norme comunitarie che disciplinano il prelievo supplementare ostino a norme dell’ordinamento interno che stabiliscono modalità diverse per la restituzione del prelievo trattenuto in eccesso a seconda che questo sia effettuato direttamente dal produttore o versato dal primo acquirente”.

L’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan sta seguendo con attenzione lo sviluppo dell’iter processuale, perché le tesi affermate dall’avvocato generale della Corte di giustizia Bobek, qualora fossero confermate nel giudizio in corso, costituirebbero un ulteriore tassello per  portare la chiarezza più volte perorata ed auspicata dalla Regione Veneto sul tema delle quote.

“Laddove la sentenza fosse conforme – ha messo in evidenza l’assessore – potremmo trovarci di fronte a un quadro normativo diverso dall’attuale. Per cui mi pare doveroso sottoporre ai componenti della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni il documento depositato proprio ieri dall’avvocato Bobek affinché venga attentamente analizzato dagli esperti e si proceda con la richiesta al governo di riconsiderare le modalità e i termini per il recupero dei prelievi relativi alle multe. Quanto meno fino alla definizione del procedimento in corso in Corte di giustizia, giunto ormai alla sua fase conclusiva”.

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