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Pfas, Sbrollini (Pd): “Responsabilità gravissime”

Roma – “La relazione dei Noe parla chiaro: l’inquinamento da Pfas era conosciuto da tempo, ma per oltre dieci anni l’informazione è stata tenuta nei cassetti. Da chi? Lo deciderà la magistratura. Un’idea però i giudici se la sono sicuramente fatta, e quello che emerge è molto grave”. E’ quanto scrive oggi in una nota senatrice vicentina del Pd Daniela Sbrollini, che ricorda anche la vastità del problema, dato che si tratta del più grave inquinamento delle acque della storia italiana, con quattro province coinvolte e 350 mila persone interessate.

Daniela Sbrollini
Daniela Sbrollini

“Una situazione – stigmatizza la parlamentare – che poteva essere resa pubblica e affrontata ben tredici anni fa, nel 2006, ed invece non se ne fece nulla. Dagli atti emerge che nel 2011 la Provincia di Vicenza avrebbe potuto condividere un documento conclusivo dell’indagine condotta dal Progetto Giada e richiedere espressamente all’Agenzia Arpav una verifica approfondita dello stabilimento Miteni. Perché non se ne è fatto nulla?”

“La Provincia di Vicenza, a guida leghista – continua Sbrollini -, sembra che già nel 2006 sapesse. Io stessa quando ero in consiglio provinciale avevo denunciato, con interrogazioni e ispezioni sul territorio provinciale, che qualcosa veniva taciuto sull’inquinamento e sulle cave. Ora, se venisse confermato, questo silenzio si trasformerebbe in una gravissima responsabilità. Questo enorme inquinamento diventato un’emergenza sanitaria è andato a toccare per anni migliaia di persone, direttamente, attraverso l’acqua potabile, e indirettamente, attraverso i vegetali e gli animali abbeverati con le acque di falda e superficiali della zona”.

“I riflessi sulla salute non fanno sconti, neanche ai bambini. Una intera popolazione segnata, e la situazione delle falde continua ad aggravarsi. Il sospetto è che, se si va a cercare, si potrebbero trovare altre sostanze pericolose usate dalle molte aziende del territorio. Anche queste sostanze, che Miteni non ha mai prodotto, sono state rilasciate in ambiente in migliaia di tonnellate per decenni. Il governo deve trovare la forza di stabilire dei limiti, in supplenza ai ritardi che l’Europa ha su questo argomento. Per questo ho presentato una mozione che si rifà all’iniziativa della consigliera Guarda in Regione Veneto. Il ministro si muova, non ci sono più alibi”.

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