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Pfas, chiesta una proroga dello stato d’emergenza

Venezia – Il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato al governo la richiesta di proroga di un anno dello stato di emergenza per la contaminazione da Pfas delle falde idriche del Veneto. Un anno fa, il Consiglio dei ministri decretò lo stato di emergenza, fissandone la scadenza al 21 marzo 2019.Di conseguenza, nel maggio dello scorso anno, il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile ha nominato un commissario delegato, attribuendone il ruolo a Nicola Dell’Acqua, all’epoca direttore generale dell’Arpav, già coordinatore della commissione regionale Ambiente e salute ed oggi direttore dell’Area tutela e sviluppo del territorio della Regione Veneto.

Il commissario delegato, per l’attuazione dei primi interventi urgenti, ha quindi provveduto alla stesura di un piano di interventi emergenziali, nel quale, in base allo stanziamento previsto nella citata deliberazione del Consiglio dei ministri, sono previste opere per 56,8 milioni di euro. Approvato il piano, a dicembre 2018, dal dipartimento nazionale di Protezione Civile, sono state avviate le opere di progettazione delle infrastrutture acquedottistiche necessarie ad interconnettere gli acquedotti contaminati con fonti idropotabili di buona qualità, presenti in altre aree del Veneto.

La richiesta di prorogare lo stato di emergenza fino al 2020, inviata da Luca Zaia al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al capo del dipartimento di Protezione civile Angelo Borrelli, è stata avanzata, quindi, per permettere il completamento di tutte le opere previste. Data la complessità degli interventi, la proroga permette, infatti, di disporre del tempo necessario, garantendo un flusso di informazioni e un aggiornamento costante sullo stato di attuazione direttamente con il dipartimento di Protezione civile.

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