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Pfas, chi amministrava sapeva e non ha fatto nulla?

Vicenza – “Apprendo con stupore le ultime notizie sul tema Pfas e sull’esito del lavoro investigativo dei carabinieri del Noe. Mi auguro che chi di competenza faccia luce al più presto su questa vicenda, perché non devono esistere dubbi su serietà e correttezza degli enti chiamati al controllo e alla tutele di interessi collettivi”. Così Andrea Zorzan, Responsabile provinciale per l’ambiente del Partito Democratico vicentino commentando il diffondersi oggi di quanto contenuto nel rapporto di Greenpeace dal titolo “Le verità sul caso Pfas: come la popolazione veneta è stata condannata ad anni di grave inquinamento”.

Il rapporto si basa su annotazioni dei carabinieri del Noe e, in buona sostanza, dice che le amministrazioni provinciali di Vicenza, Padova e Verona, interessate all’inquinamento da Pfas, erano a conoscenza del problema già negli anni tra il 2003 e il 2009 e che quindi avrebbero potuto fare verifiche approfondite già da allora su Miteni. Anche Arpav viene chiamata in causa da Greenpeace che riferisce come gli investigatori “siano arrivati a formalizzare nero su bianco una volontà dei tecnici Arpav di non far emergere la situazione”.

In altre parole, si potevano limitare i danni per tempo e contenere il disastro e non lo si è fatto? “Se ci sono singole responsabilità – sottolinea a questo proposito il responsabile ambiente del Pd vicentino – vanno accertate e perseguite, eliminando ogni dubbio o discredito sugli apparati che devono rappresentare un punto fermo di legalità”

“Come esponente politico – conclude Zorzan – non posso però non sottolineare che il territorio vicentino ha sempre dato in termini elettorali grande fiducia a chi, all’epoca, guidava con forza sia la provincia di Vicenza che molte amministrazioni comunali. Mi riferisco alla Lega, che anche in questo caso si dimostra più brava a fare annunci che a tutelare realmente il territorio”.

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