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La nuova Sala osservazione per i pazienti del pronto soccorso dell'ospedale di Santorso
La nuova Sala osservazione per i pazienti del pronto soccorso dell'ospedale di Santorso

Santorso, all’ospedale c’è una nuova Sala osservazione

Santorso – Dopo circa un mese di lavori, è stata conclusa ed è già operativa la nuova Sala osservazione del pronto soccorso dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, ricavata da una zona nella quale prima si trovavano tre ambulatori chiusi. Si tratta di un’area emergenza (per la cui realizzazione sono stati spesi 23 mila euro) nella quale, dalla loro postazione, gli operatori sanitari, possono tenere sotto osservazione contemporaneamente più pazienti.

“Si è trattato – ha spiegato il dottor Aldo Dibello, direttore del pronto soccorso – di un intervento migliorativo che io stesso avevo richiesto, anche sulla base dei risultati positivi di analoghe soluzioni presenti in altri ospedali. Il vantaggio è duplice, perché in questo modo gli operatori possono tenere sotto controllo più facilmente i pazienti, e per questi ultimi di conseguenza si riduce il rischio clinico”.

“Ci tengo a ringraziare pubblicamente gli assistenti di sala e i volontari Avo, per il grande supporto che ci hanno dato durante i lavori, regolando i flussi di utenti”.

Con l’occasione è stato ottenuto anche un altro importante beneficio, come ha evidenziato la dottoressa Milvia Marchiori, direttore medico dell’ospedale di Santorso. “Oltre alla sala emergenza – ha infatti raccontato – siamo riusciti ad ampliare di 25 metri quadrati l’area di lavoro del personale, a semplificare i percorsi degli operatori, che possono così passare più agevolmente da un paziente all’altro, e, infine, a isolare meglio quest’area rispetto al passaggio di altri pazienti, familiari e operatori in quel momento non dedicati all’assistenza”.

“Il tutto – ha concluso – mantenendo comunque i percorsi interni precedenti, in particolare per quanto riguarda l’accesso dal pronto soccorso ai servizi interni dell’ospedale. In generale è stato compiuto un buon lavoro di razionalizzazione degli spazi, anche in base all’esperienza degli ultimi anni”.

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