Breaking News

Mense ospedaliere, no ai monopoli

Venezia – “Il Consiglio di Stato con tre sentenze ha annullato l’aggiudicazione di tre lotti del maxi-appalto di Azienda Zero relativo al servizio di ristorazione ospedaliera, accogliendo il ricorso di una ditta che aveva partecipato alla gara. Le sentenze hanno smontato la struttura del bando nel suo complesso. Viene da chiedersi allora quale sarà il futuro dei lotti sui quali il Consiglio di Stato non si è espresso ma che, essendo stati aggiudicati nell’ambito della stessa gara, presentano gli stessi vizi nella sostanza”

E’ la riflessione che fanno i consiglieri regionali veneti, di opposizione , Piero Ruzzante, di Liberi e Uguali, e Patrizia Bartelle, di Italia in Comune, a proposito delle  mense ospedaliere e del mega appalto vinto da Serenissima Ristorazione e poi boccoiato dal Consiglio di Stato, una aggiudicazione che aveva assegnato a Serenissima Ristorazione il monopolio di fatto, dato che era arriovata a detenere il 95% del servizio nella nostra regione.

I consiglieri della sinistra in regione mettono in evidenza, a questo proposito, lo “scandaloso silenzio della giunta Zaia” e presentano una nuova interrogazione chiedendo che la priorità divenga la tutela dei lavoratori e si eviti il nuovo monopolio

“Non una parola – scrivono Ruzzante e Bartelle – per spiegare come mai l’intero appalto da 303,5 milioni, relativo alla ristorazione ospedaliera, è stato assegnato ad un unica società, la Serenissima Ristorazione, di Mario Putin. Non una parola per commentare le tre pesantissime sentenze del Consiglio di Stato, in cui si legge a chiare lettere che il mega appalto era viziato da scelte illegittime, indirizzate a favorire uno dei concorrenti”.

“Con l’interrogazione presentata oggi – continuano – chiediamo alla giunta regionale di impegnarsi per tutelare i livelli occupazionali tramite l’opportuna clausola sociale all’interno dei nuovi bandi, di garantire che non si determino nuove situazioni di monopolio e di porre rimedio rispetto alle aggiudicazioni dei lotti non travolti dal giudicato”.

In ciascuna delle sentenze il Consiglio di Stato utilizza la stessa, significativa argomentazione: “la struttura della gara appare una scelta discrezionale viziata sotto il profilo funzionale in quanto manifestamente diretta ad attuare un notevole ed ingiustificato favore di uno dei concorrenti, in violazione delle regole della corretta concorrenza nel mercato delle imprese del settore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *