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Palazzo Thiene, a Vicenza - Foto Sergio & Gabriella (CC BY-NC-ND 2.0)
Palazzo Thiene, a Vicenza - Foto Sergio & Gabriella (CC BY-NC-ND 2.0)

L’appello : “Palazzo Thiene divenga un museo pubblico”

Vicenza – Un appello affinché Palazzo Thiene possa diventare un museo aperto al pubblico e inserito nel circuito culturale cittadino. Lo hanno firmato assieme, rivolgendolo alle istituzioni e alle forze economiche, il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, e quello che meno di un anno fa era il suo avversario nella corsa alla guida della città, Otello Dalla Rosa, ora consigliere comunale del Pd. Quanto al palazzo di cui si parla, la vicenda è fin troppo nota a tutti…

Francesco Rucco
Francesco Rucco

Palazzo Thiene era infatti la sede di rappresentanza, nel cuore della città, della Banca Popolare di Vicenza, ed ora, con le sue splendide collezioni d’arte e nonostante le buone intenzioni rimaste lettera morta, è finito all’asta, all’interno del fallimento, e potrebbe essere presto venduto con altri beni della banca.

“Per Vicenza – mettono in evidenza Rucco e Dalla Rosa -, la perdita definitiva di Palazzo Thiene sarebbe un’ulteriore ferita che si aggiunge alle tante già inferte da quel fallimento. Lo storico edificio e il suo patrimonio di opere d’arte sono parte della storia di questa città, sia della luminosa della Vicenza rinascimentale e palladiana, patrimonio dell’umanità, sia di quella più recente e dolorosa per tante famiglie e imprese travolte dal fallimento della Banca Popolare di Vicenza”.

Otello Dalla Rosa
Otello Dalla Rosa

“Per questo – continuano – ci rivolgiamo a Banca Intesa, in primis, che ha rilevato le attività della fallita BpVi, e più in generale alle istituzioni dello Stato e alle forze economiche del territorio, affinché Palazzo Thiene venga restituito alla città, rendendolo un museo aperto al pubblico, inserito nel circuito museale cittadino, elemento fondamentale nella programmazione culturale della città”.

“Palazzo Thiene – concludono i due esponenti politici – non può e non deve essere un risarcimento per la città, ma potrebbe essere un segno che non tutto è stato travolto da quel tragico fallimento e che Vicenza può ritrovare in un simbolo così importante motivi di orgoglio e di unità. Sarebbe un simbolo per questa città: una terra che ha dato e continua a dare lavoro e a produrre ricchezza che si vede restituito un prezioso bene culturale. L’appello che sottoscriviamo ha proprio questo significato: banca, istituzioni e forze economiche insieme per la cultura che diventa simbolo di comunità e di identità”.

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