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Maltempo

Ecco il piano per il Veneto devastato dal maltempo

Venezia – “Siamo pronti ad aprire 350 cantieri per realizzare opere per 309 milioni di euro da qui a fine anno in tutte le province venete colpite dal maltempo dello scorso autunno, cifra che va a sommarsi agli oltre 100 milioni di euro di interventi d’urgenza già portati a termine o avviati. Per farlo abbiamo messo in campo una macchina che garantirà ai territori più colpiti di rimettersi in piedi e di ripartire. E’ uno sforzo enorme, ma siamo consapevoli che solo così si possono ridare alle nostre montagne, soprattutto quelle del bellunese, risorse ed energie necessarie a alla ripresa.”

E’ quanto ha detto oggi Luca Zaia, presidente della Regione ma anche commissario delegato ai primi interventi urgenti di protezione civile, presentando a Venezia il dettaglio degli interventi che saranno messi in campo nel corso del 2019 nei territori colpiti dal maltempo. Un Piano che la Regione invia oggi al Dipartimento di Protezione civile nazionale come previsto dal decreto del Consiglio dei ministri dello scorso 27 febbraio nel quale è previsto un finanziamento triennale di 927 milioni di euro, oltre 382 milioni da investire nel 2019.

Per quanto riguarda la pulizia boschi saranno aperti, in aggiunta a quelli già attivi, centinaia di cantieri. Il numero esatto sarò definito dopo il disgelo, perché al momento non si è ancora entrati in molte aree nei 30 mila ettari colpiti dalla tempesta Vaia. La cifra di due milioni e mezzo di metri cubi di materiale schiantato, frutto del primo monitoraggio, è destinata ad aumentare perché con la fine dell’inverno si entrerà nei boschi.

Sull’altopiano di Asiago è stato venduto il 90 per cento del legname schiantato, mentre per quanto riguarda l’Agordino stanno uscendo i primi lotti di vendita del legname per le zone libere da prescrizioni Arpav su un totale di boschi schiantati pari a  circa 800 mila metri cubi. Il prezzo di vendita generale del legname è tra i 15 e i 30 euro al metro cubo, superiore comunque alla base d’asta.

Il piano presentato oggi tiene conto degli interventi segnalati dai soggetti attuatori e contrattualizzabili entro il 30 settembre 2019. L’elenco di interventi considera la necessità di garantire la maggiore e più efficace messa in sicurezza dei boschi e dei versanti esposti a frane e valanghe, la rimozione dell’enorme quantità di materiale solido trasportato dai corsi d’acqua nel corso dell’evento di fine ottobre 2018, la necessità di garantire la sicurezza idraulica dei principali fiumi e quella di procedere alla rapida rimozione del legname abbattuto per motivi fitosanitari.

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