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Alessio Boni in "Don Chisciotte" (Foto Gianmarco Chieregato)
Alessio Boni in "Don Chisciotte" (Foto Gianmarco Chieregato)

Don Chisciotte nella Stagione di prosa di Thiene

Thiene – Ottavo appuntamento nei prossimi giorni, della trentanovesima stagione di prosa di Thiene. Ad andare il scena, sul palco del Teatro Comunale, sarà “Don Chisciotte” nell’adattamento di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes, con Alessio Boni, Serra Yilmaz e Marcello Prayer. E’ in programma, sempre con inizio alle 20.45, nelle serate di martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14 marzo.

“Chi è pazzo? Chi è normale? – si legge nella presentazione -. Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel so che dobbiamo morire che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani”.

“L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire? Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale”.

“È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole predeterminate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete sono stati spesso considerati pazzi. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte”.

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