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“Capannoni abbandonati preda della mafia”

Venezia – “La Regione si decida a fare un monitoraggio sui troppi capannoni vuoti del Veneto su cui sta mettendo le mani la mafia. Quanto scoperto ad Asigliano Veneto è praticamente identico ai casi di Fossalta di Piave e Fiesso Umbertiano. 900 tonnellate d rifiuti, provenienti dalla Campania, sono una quantità importante, movimentata da quasi un centinaio di mezzi pesanti. Siamo già a tre sequestri nel giro di poche settimane, se non è questa un’emergenza…”.

A ribadirlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione Ambiente, che da tempo sta denunciando gli episodi di traffico, stoccaggio e smaltimento illegale di rifiuti in Veneto. “Ringrazio le forze dell’ordine intervenute – ha aggiunto Zanoni – e ricordo all’assessore Bottacin che la videosorveglianza è sicuramente una delle attività preventive ma da sola non sufficiente. La Regione monitori tutti i capannoni vuoti in collaborazione con i comuni che conoscono al meglio il proprio territorio e possono fare prevenzione: è una proposta che ho fatto anche nell’ultimo bilancio, ma è stata bocciata dalla maggioranza leghista”.

“Dietro questi traffici c’è sempre più spesso la criminalità organizzata – sottolinea ancora l’esponente del Pd che oggi era a Treviso per partecipare alla Giornata in ricordo delle vittime delle mafie -. La politica, la magistratura ma anche la società civile e l’imprenditoria devono fare un lavoro di squadra per combatterla. La presenza di ‘ndrangheta e camorra in Veneto non è sporadica ma, come dimostrato dalle inchieste sui traffici di rifiuti e dagli arresti più recenti, diffusa e radicata”.

Anche Cristina Guarda, consigliere regionale veneta di Amp è intervenuta oggi per commentare l’operazione della Guardia di Finanza di Vicenza. “Ancora rifiuti abbandonati e ancora veleni in Veneto – scrive Guarda -, che si conferma la Terra dei fuochi del Nord. E su questo la Regione ha gravi responsabilità: ha sottovalutato il problema e non ha alcuna strategia pianificatoria per gestire i numerosi siti inquinati. Sono ben 644 quelli censiti, ma è chiaro che è solo la punta dell’iceberg. Ormai non si può più parlare di infiltrazioni mafiose, la criminalità organizzata ha messo basi solide, si è radicata, come confermano le inchieste e gli arresti delle ultime settimane”.

“La Regione – prosegue Guarda – dovrebbe darsi degli obiettivi, anche temporali per affrontare in maniera seria la questione dei rifiuti abbandonati. Per gestire le situazioni critiche ci vorrebbero quattro o cinque miliardi, una cifra enorme dovuta al fatto che si è sempre preferito rimandare. Invece ogni anno lo stanziamento di risorse è ridicolo e mortificante. Nella sessione bilancio ho chiesto con forza una progettualità alla Giunta Zaia, oltre a un finanziamento decente e rispettoso, con strategie e tempistiche definite: dalla verifica costante dei siti potenzialmente contaminanti allo stato sanitario della popolazione in zone a rischio”.

“Proposte che ho ribadito nell’ultimo piano sociosanitario – conclude la consigliera regionale -, dai progetti innovativi per la valutazione dell’impatto sanitario fino a un piano di bonifica delle aree inquinate. Purtroppo dalla Regione non ci sono stati riscontri positivi. È evidente come non sia un argomento che sta particolarmente a cuore. Ma una politica intelligente mette il bene della comunità davanti a tutto e la tutela ambientale è un tema ineludibile per garantire un futuro alle giovani generazioni anziché scaricargli addosso il problema. La Regione deve assolutamente cambiare strada. Sottovalutare i problemi non porta alla loro soluzione”.

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