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Mario Giordano
Mario Giordano

L’Italia non più italiana a “Incontri senza censura”

Bassano del Grappa – “Dalle nostre aziende ai nostri tesori, ecco tutto quello che ci hanno sottratto”. Sarà questo il tema al centro del prossimo appuntamento della rassegna “Incontri senza censura”, in programma per sabato 30 marzo, alle 21, nella consueta galleria incontri della libreria La Bassanese, a Bassano del Grappa. Ospite della serata sarà il giornalista e conduttore Mario Giordano, che presenterà il suo ultimo libro “L’Italia non è più italiana”, edito da Mondadori. Giordano, che con Mondadori ha pubblicato diciassette libri, è stato direttore dei telegiornali Studio Aperto e Tg4 e del canale all news Tgcom24. Ora conduce il programma “Fuori dal Coro”, ogni giorno dal lunedì al venerdì sulla nuova Rete4.

“Ogni 48 ore un’azienda italiana cade in mani straniere – si legge nella nota di presentazione dell’incontro -. Alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere, ma la maggior parte scivola via nel silenzio. Così, nel silenzio, non abbiamo soltanto perso tutto il made in Italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche.  Abbiamo perso anche il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creatività spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore, molti ubicati proprio nel nostro Nordest”.

“Come sarà dimostrato durante l’incontro, i nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. Prendono il marchio o il brevetto e scappano, magari portando la produzione all’estero e lasciando a casa molti lavoratori, scaricando sull’Italia, e quindi su tutti noi, i costi  degli ammortizzatori sociali, come sussidi di disoccupazione, pensioni anticipate, cassa integrazione mobilità. Più della metà delle aziende italiane quotate in borsa non è in mano italiane.”.

Giordano ha girato la Penisola strada per strada, ha visitato borghi e paesi, è entrato nelle fabbriche. E ha scoperto che i predoni stranieri non hanno conquistato solo la nostra economia: hanno conquistato l’intero Paese. Dal castello piemontese del ‘200, comprato dalla setta americana della felicità. al palazzo della Zecca. gestito dai cinesi, dall’isola di Venezia in mano ai turchi ai vigneti della Toscana acquistati dalla multinazionale belga delle piattaforme petrolifere, passando per supermercati, botteghe storiche, alberghi di lusso, case, piazze, ospedali. L’Italia più bella e creativa non è più italiana.

Persino la criminalità, ormai, è straniera. “Da Cosa Nostra a Cosa Loro”. Giordano si è addentrato nei luoghi dove le cosche nigeriane hanno sconfitto la camorra dei casalesi, come a Castel Volturno, il loro quartier generale per poi estendersi da Torino alla Sicilia, e soprattutto in Veneto, dove potrebbero scatenare una nuova guerra per il controllo del territorio. Ma, nel frattempo, si afferma la Cupola cinese, oltre alla mafia albanese, le consorterie rumene, la mafia georgiana e le pandillas sudamericane che tengono in ostaggio intere grandi città. “Ormai – ironizza Giordano – non siamo nemmeno più padrini a casa nostra”.

Ed ancora, la visita di pochi giorni fa del primo ministro cinese Xi Jinping  in Italia ha di fatto aperto in Italia gli affari per la Nuova Via della Seta, ma siamo sicuri che a guadagnarci saremo anche noi? E poi… Abbiamo perso il derby della moda ma anche quello dell’alimentare. In Italia dilaga la cucina etnica, ma ci sono 250 cibi italiani a rischio e nessuno in Europa difende i nostri prodotti di eccellenza, con la conseguente falsificazione di etichette nei cibi.

“Il cibo italiano è sotto attacco – sostiene Giordano –  perché l’artigianalità della produzione è d’impaccio alla standardizzazione, alla grande trasformazione. Passare al cibo artificiale costa meno, secondo le regole di Bruxelles: vino senz’uva, cioccolato senza cacao, mozzarella senza latte. Dilagano i termini inglesi, ma la nostra lingua rischia di scomparire. Persino gli insetti alieni (vedi le nostre care cimici orientali) minacciano il nostro Paese e la nostra agricoltura, come denuncia un rapporto allarmato dell’Ispra ma anch’esso assai poco considerato. E, soprattutto, si stanno estinguendo gli italiani, sempre meno nascite, sempre più fughe all’estero”.

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