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Ancora sangue sul lavoro. Operaio muore in fonderia

Sangue sul lavoro. Operaio muore in fonderia

Mussolente – Ennesima tragedia sul lavoro, ieri sera, 21 marzo, a Mussolente, nella la fonderia Bifrangi. E’ successo verso le 20, quando un operaio ha dato l’allarme dopo aver trovato il corpo riverso a terra di un suo collega. Giunti rapidamente sul posto i soccorsi, ai sanitari del Suem 118 le condizioni dell’infortunato sono apparse subito gravissime.

La vittima è il 54enne Marino Lombardi, di Romano d’Ezzelino, dipendente della fonderia. L’uomo presentava delle gravi ustioni ed un forte trauma cranico, probabilmente causato dalla caduta a terra dopo essere rimasto ustionato. A nulla è valsa la corsa verso l’ospedale di Bassano, Lombardi è spirato poco dopo esservi arrivato.

Lo sfortunato operaio, quando il dramma si è consumato, stava lavorando ad un macchinario. L’esatta dinamica di quanto è successo sarà comunque ricostruita dai carbinieri della stazione di Romano d’Ezzelino e dai tecnici dello Spisal, entrambi subito intervenuti sul luogo della tragedia.

Come sempre avviene i questi casi, c’è da registrare anche la dura reazione dei sindacati, che da tempo ormai segnalano inascoltati il susseguirsi in Italia di troppi incidenti sul lavoro. In queste ore, nel vicentino, ci si confronta e si pensa ad una manifestazione che sensibilizzi l’opinione pubblica.

Tra i primi ad intervenire sulla vicenda c’è  l’Ugl che, in una nota diffusa oggi, esprime vicinanza alla famiglia dell’operaio  e “sgomento di fronte a questa scia di sangue che non si ferma, basti pensare che nel 2018 sono state 1133 le vittime, 104 casi in più rispetto all’anno precedente”.

“Sono numeri che devono far riflettere su quanto sia necessario percorrere nuove strade per contrastare questo fenomeno – avverte Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl -. Bisogna diffondere una maggiore cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, dove, spesso, la mentalità è quella di considerare la valutazione dei rischi e la formazione in materia di sicurezza come un mero adempimento burocratico. Basta morire di lavoro!”.

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