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Aim e Agsm, Colombara: “Trattiva da fermare”

Vicenza – Rucco blocchi la trattativa di aggregazione tra Aim e Agsm. Lo chiede il consigliere comunale dell’opposizione di centrosinistra, a Vicenza, Raffaele Colombara, che pone l’accento sulla crisi che sta attraversando la multiutility veronese e quindi della inopportunità di andare avanti con una operazione che a Vicenza non conviene. Colombara ha anche rivolto al sindaco una interrogazione in proposito, chiedendo una risposta scritta e che se ne discuta anche nell’aula del consiglio comunale

“Il cda di Agsm – scrive il consigliere di minoranza – ha sfiduciato il presidente Croce, decapitando di fatto la società di servizi veronese. Una crisi tutta politica, epilogo ad un anno e mezzo di tensioni che già un mese fa faceva intravedere i titoli di coda: a metà febbraio i consiglieri avevano disertato il cda su Amia. Dissensi sul buco della controllata.  I consiglieri, in rappresentanza di Sboarina e Lega, si erano alzati dal tavolo quando c’era da affrontare la questione dell’aggregazione con Aim e la nomina dell’advisor”.

“Queste notizie fanno emergere una situazione tutt’altro che serena all’interno dell’azienda veronese e, soprattutto, mettono in evidenza come la gestione industriale sia fortemente condizionata dalle lotte scatenate tra le forze politiche che governano il Comune di Verona e che si stanno contendendo da mesi i posti di potere in Agsm e nelle sue partecipate”.

“La domanda a Rucco è semplice: abbiamo proprio bisogno di portare la nostra sana e ben gestita Aim in un accordo con un partner squassato da beghe politiche interne, quella guerra per le poltrone che aveva prodotto in Aim, una decina d’anni fa, buchi per milioni di euro, poi faticosamente ripianati solo puntando su un approccio manageriale, fatto di competenze, e col sacrificio dei lavoratori? Rucco si svegli e dia velocemente un’occhiata al polverone veronese. Troverà qualche bel problemino, con società di smaltimento rifiuti in proroga di servizio e pesantissimi buchi di bilancio in Amia, controllate in Albania al centro di pesanti polemiche, ispezioni della Finanza sulle consulenze”.

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