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Aggredì la moglie con un martello. Arrestato

Schio – Nella giornata di ieri i  carabinieri di Schio sono intervenuti, su segnalazione della Direzione centrale di polizia criminale, Servizio cooperazione internazionale di polizia, in una casa di via Dei Nani 57, a Schio dove hanno rintracciato e tratto in arresto provvisorio ai fini estradizionali un thienese di 79 anni, Mariano Munaretto pensionato, incensurato in Italia. L’uomo era ricercato perché deve terminare di scontare una pena detentiva per tentato omicidio e lesioni personali gravi, reati commessi in Portogallo, a gennaio 2001, nei confronti della ex moglie M.A.C., portoghese.

Mariano Munaretto
Mariano Munaretto

Munaretto ha vissuto gran parte della propria vita all’estero. In Australia, in gioventù, aveva conosciuto la sua futura moglie ed insieme avevano viaggiato per varie nazioni, compresa l’Italia, dove avevano risieduto anche per diversi mesi. Giunti in Portogallo, avevano deciso di stabilirsi in quel paese, ma i rapporti coniugali erano andati peggiorando, comportando una separazione di fatto all’interno della stessa abitazione dove Munaretto occupava l’attico e la moglie il piano terra.

In una serata del gennaio 2001,  la donna, rientrata dopo alcune commissioni, era stata aggredita dall’uomo che l’aveva colpita alla testa, prima a mani nude, poi con un mattarello. Passato il momento di furia, Munaretto aveva detto alla vittima che avrebbe chiamato i soccorsi se lei avesse detto di essere caduta dalle scale. Nonostante l’iniziale accondiscendenza, la donna aveva poi denunciato il suo aggressore, che era stato condannato a scontare circa quattro anni di detenzione in carcere e ad un risarcimento pecuniario.

Nel marzo 2004, dopo aver trascorso oltre due anni e mezzo in carcere, Munaretto aveva ottenuto un permesso premio per trascorrere un periodo fuori dal luogo di detenzione. Approfittando di questo e grazie ai documenti italiani in suo possesso, l’uomo era fuggito tornando in Italia, dove ha vissuto sinora.

Il mandato di arresto europeo è stato emesso a febbraio di quest’anno, e l’anziano è stato inizialmente associato al carcere di Vicenza a disposizione del presidente della Corte d’appello di Venezia, il quale in serata ha disposto la commutazione in obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. presso la stazione dei carabinieri di Schio.

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