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A Vicenza è tutto un valzer. Naclerio a Fratelli d’Italia

Vicenza – “Se al consigliere Berengo abbiamo chiesto le dimissioni, al consigliere Naclerio dovremmo chiederle due volte, e per due motivi altrettanto validi”. Sono parole di Simona Siotto, capogruppo nel consiglio comunale di Vicenza della Lista Ruccosindaco, commentando la nuova trasmigrazione interna alla maggioranza, e l’approdo al gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di un altro consigliere proveniente dalla lista che esprime il sindaco della città. Dopo Andrea Berengo è infatti ora Nicolò Naclerio protagonista, anche lui, di un giro di valzer…

Simona Siotto
Simona Siotto

Oltre a parlare di rispetto del voto degli elettori, Siotto ricorda come Naclerio sia stato “uno dei protagonisti del noto dossier dei così detti post fascisti, che tanto spazio purtroppo hanno occupato, a danno di ben più sostanziali argomenti, sia in campagna elettorale sia nell’immediato post elezione”.

“Noi lo abbiamo difeso – ricorda -, ma forse ne avevamo sopravvalutato l’adesione civica. Rimane la disapprovazione a quella modalità di dossieraggio, ma la critica a quel metodo non supera, né diminuisce sotto alcun profilo, la gravità di quanto all’epoca emerso, ed ancor più la delusione, che oggi non si può nascondere, per aver cercato di contenere un consigliere che evidentemente aveva scelto di candidarsi in una lista di cui non condivideva né i valori, né lo spirito né i suoi ideali civici”.

Nicolò Naclerio
Nicolò Naclerio

“Il gruppo consigliare Ruccosindaco va avanti – conclude Siotto -, sereno e consapevole della fiducia espressa dal voto elettorale del 10 giugno, che non può essere né dimenticato, né ridotto da una composizione in Sala Bernarda che, oggi più di ieri, non rappresenta la volontà dei cittadini di Vicenza, i quali certamente sapranno rendersene conto. Lealtà e competenza si misurano sul campo, giorno dopo giorno, delibera dopo delibera, interrogazione dopo interrogazione, e questo vale per tutti coloro che vogliano misurarsi con il difficile ruolo di amministratori di una città”.

Una stoccata infine, ai mal di pancia dell’amministrazione comunale di vIcenza, arriva anche da sinistra, da Daniela Sbrollini, senatrice vicentina del Partito Democratico, secpondo la quale “il sindaco Rucco sembra non governare più la sua maggioranza. Chi esce – ironizza – dalla lista civica per manifestare apertamente il suo vero profilo, poco civico e tanto politico, chi crede che lavorare per la città significhi provocare (chi poi?), sedersi e fotografarsi sui social, chi propone strampalate ipotesi contraddette poi dallo stesso sindaco, chi si affaccia al balcone scimiottando balconi ben più drammatici per la storia del nostro paese”.

“E il sindaco che fa? Tace – conclude Sbrollini -, non prende decisioni, lascia che il tempo scorra nella speranza che i vicentini dimentichino. Io non sono del suo parere. Fare il sindaco significa governare prima di tutto i comportamenti degli assessori e dei consiglieri della sua maggioranza. Vicenza non è una città estremista. Men che meno si riconosce in una destra estremista. Se il sindaco non è in sintonia con qualcuno della sua maggioranza, ne prenda apertamente le distanze”.

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