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La conquista della Coppa Italia nella stagione 1996/1997
La conquista della Coppa Italia nella stagione 1996/1997

Quando il Vicenza rischiò di vincere la Coppa delle Coppe

Dopo il successo della Roma contro il Porto, scenderanno in campo le altre squadre italiane con l’obiettivo di riportare un trofeo continentale nelle bacheche nostrane. La Juventus avrà il suo bel da fare contro l’Atletico, squadra alla portata ma dura da affrontare, mentre Inter, Napoli e Lazio cercheranno di andare più avanti possibile in una competizione spesso snobbata, quell’Europa League – un tempo Coppa Uefa – che in Italia manca dal 1999, quando vinse il Parma.

E dire che poco più di vent’anni fa, una piccola squadra, che fino a qualche anno prima giocava in B, rischiò di eliminare il Chelsea e giocarsi la possibilità di vincere la Coppa delle Coppe raggiungendo una finale che avrebbe avuto dell’incredibile.  Quella squadra era il Vicenza, allenato magistralmente da un allenatore che ha raccolto meno di quanto meritasse, Francesco Guidolin.

La favola del Vicenza era cominciata almeno un paio di anni prima quando, risalita dalla B, aveva ottenuto un nono posto sorprendente grazie alla “mano” sapiente di un giovane allenatore, Francesco Guidolin, cresciuto nel mito di Sacchi, ma abile a far rendere al meglio una rosa che poteva vantare un gruppo storico molto solido e alcuni buoni giocatori stranieri (Otero, Mendez, Bjorklund).

Dopo un primo anno da incorniciare, il Vicenza comincia il secondo anno in A del nuovo corso con il botto: addirittura, a novembre siede sul trono della massima serie per qualche giorno. Lo scudetto non è l’obiettivo e il primato dura poco, ma i biancorossi avanzano in Coppa Italia fino ai quarti, quando si trovano davanti il Milan e, sorprendentemente, lo eliminano grazie a un doppio pareggio (1-1 a San Siro, 0-0 al Menti). Eliminato il Bologna in semifinale, il Vicenza dei miracoli batte il Napoli nel doppio confronto finale, dopo supplementari emozionanti che portano i biancorossi alla vittoria del trofeo.

Con la conquista della Coppa Italia, i ragazzi di Guidolin acquisiscono il diritto di giocarsi la Coppa delle Coppe 1997-1998. In pochi danno speranze al Vicenza: troppo difficile andare avanti in una coppa europea. Eppure, la squadra di Francesco Guidolin sarà in grado di sorprendere ancora. Dopo una campagna acquisti ben condotta – arrivano giocatori come Luiso, Di Napoli, Zauli, Schenardi e un giovanissimo Ambrosini – i biancorossi si trovano subito a dover ingoiare l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano di Pescara. Ma le soddisfazioni arrivano altrove: in Coppa delle Coppe, il Vicenza elimina più agevolmente del previsto il Lega Varsavia, vincendo prima 2-0 in casa e poi pareggiando fuori per 1-1.

La squadra affronta poi lo Shaktar Donetsk, sconfiggendola con facilità in trasferta (3-1) e in casa (2-1). A splendere non è solo l’ottima organizzazione di gioco data da mister Guidolin, ma sono anche le doti da bomber di Luiso e la tecnica di Zauli, due veri mattatori.  Dopo lo Shaktar, il Vicenza elimina gli olandesi del Roda Kerkrade con due goleade. È il momento delle semifinali, è il momento di affrontare il Chelsea: una squadra forte, che può vantare diversi campioni, fra cui gli italiani Zola e Vialli, quest’ultimo allenatore-giocatore dopo l’esonero di Gullit.

La doppia sfida sembra scontata, ma nel calcio non c’è nulla di scontato così, al 15’ del primo tempo, Zauli porta in vantaggio i biancorossi con un gol da cineteca. Finisce 1-0 per il Vicenza. Al ritorno tutti si aspettano un Chelsea spietato, ma sono i nostri a passare in vantaggio con Luiso: sembra un miracolo, sembra ripetersi il cammino dell’anno prima in Coppa Italia. Purtroppo, i blues pareggiano subito con Payet, per poi passare in vantaggio con Zola e segnare il gol qualificazione con Hughes. L’eliminazione brucia, ma l’impresa resta: il Vicenza, il piccolo Vicenza, è andato vicino a eliminare una squadra blasonata come il Chelsea, piena di ottimi giocatori.

Cosa insegna la bellissima cavalcata del Vicenza? Che le nostre squadre impegnate in Europa League dovrebbero smettere di snobbare la competizione e scendere in campo con la stessa voglia del Vicenza di Guidolin. Vedremo nel corso del tempo se i pronostici di Europa League premieranno le nostre o no, ma una cosa è certa: per andare avanti in Europa, serve lo spirito un po’ garibaldino di quel Vicenza.

A tanti anni di distanza, dopo il fallimento e la rinascita del calcio a Vicenza, l’impresa degli uomini di Guidolin è ancora nel cuore dei tifosi italiani, con la speranza che le nostre squadre impegnate in Europa vivano l’avventura delle coppe con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di vincere di quel Vicenza piccolo così, grande così.

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