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Recoaro ed il suo Stabilimento termale - Foto: Lucamenini (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en)
Lo stabilimento termale di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC 3.0))

Terme di Recoaro, mondo del commercio preoccupato

Recoaro Terme – “La mancanza di notizie sull’avvio della stagione termale a Recoaro, aggravata dal fatto che il bando di gestione del compendio è andato deserto, preoccupa gli operatori del commercio e del turismo, che hanno chiesto l’urgente apertura di un tavolo di concertazione con le  categorie economiche e la Pro loco per  coordinare e promuovere le varie iniziative in vista della prossima stagione estiva. Ma alla sollecitazione inviata dagli operatori. l’amministrazione comunale non risponde, sollevando ulteriori dubbi e perplessità”.

E’ quanto scrive oggi in una nota la delegazione recoarese di Confcommercio Vicenza, a proposito della situazione ormai stagnante da troppo tempo in cui si trovano le Terme di Recoaro, un impianto che potrebbe invece  rappresentare una voce economica importante, anche considerando il gradimento che offerta turismo termale riscuote in Italia ormai da vari anni.

“Non riusciamo a capire questo silenzio, siamo nel buio più assoluto: così è impossibile fare programmazione e promozione per Recoaro” osserva  Maurizio Facchin, presidente della locale delegazione Confcommercio, facendosi portavoce di chi conta anche sul funzionamento delle Terme per il proprio futuro, per la redditività dei negozi, dei pubblici esercizi, delle strutture alberghiere che danno lavoro a molte famiglie.

“Già lo scorso anno – spiega Facchin – si è partiti in ritardo, e questo ha creato non poche difficoltà. E ora ci ritroviamo nella stessa situazione: i clienti si chiedono se a maggio, come da tradizione, le Terme riaprono: noi non solo non ne abbiamo idea, ma nemmeno sappiamo, a questo punto, se la riapertura ci sarà davvero visto che il bando è andato deserto. Mi sono confrontato con tanti colleghi negozianti e albergatori e devo dire che questa situazione di stallo solleva forti timori sul futuro ”.

La richiesta, avanzata dalla Confcommercio di Recoaro Terme e inviata al sindaco, Davide Branco, e agli assessori Stefano Corrà, Severino Cailotto e Stefania Pastore, punta ad avviare un tavolo tecnico, assieme a tutti i portatori di interesse, in grado di “presentare ai cittadini, ai turisti ed alle aziende un’immagine omogenea, qualificata e piacevole di Recoaro”, avviando una costruttiva collaborazione tra “tutti i soggetti parte attiva del territorio”.

Nella lettera, poi, Confcommercio chiede di poter avere una copia del calendario eventi 2019 presentato in Regione. Tutto, però, ancora tace “e nel frattempo – incalza Facchin – si sommano incertezze a incertezze, vista la situazione di stallo sulla gestione del compendio termale. Sono fiducioso che con gli imprenditori riuniti nella Terme di Recoaro Spa, a cui va il merito di essersi sempre impegnati in prima persona sulla questione con non pochi sforzi, si possa trovare anche quest’anno un accordo che faccia ripartire la struttura. Ma servirebbe anche un segnale di maggior attenzione da parte dell’amministrazione comunale verso gli operatori economici del paese, aprendo un dialogo che permetta di fare un minimo di programmazione per la stagione estiva, dando qualche certezze in più a chi di turismo vive e ai tanti visitatori affezionati a Recoaro Terme”.

Anche perché, allargando lo sguardo alle altre potenzialità turistiche di Recoaro, azioni di mettere in campo, terme a parte, non mancano. “Attorno a noi – conclude Facchin – abbiamo il patrimonio naturalistico delle Piccole Dolomiti che già da solo rappresenta un elemento di attrazione. L’anno prossimo, poi, dovrebbe essere completata la pista ciclabile che collega Recoaro a Valdagno nella direttrice Agno-Chiampo-Guà. Dobbiamo riuscire a sfruttare questa opportunità, anche in sinergia con la seggiovia di Monte Falcone, per promuovere un circuito che attragga gli appassionati delle due ruote, un segmento turistico in crescita. Ma anche qui si deve fare programmazione, e anche in questo caso il tavolo tecnico sarebbe utile”.

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