giovedì , 13 Maggio 2021

Smog, solo palliativi. Ma servono scelte coraggiose

Da Daniele Ferrarin, del Comitato ambiente e territorio di Vicenza (Cat), riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – La notizia dell’allarme per lo smog,  che si ripropone in tutta la sua gravità, è la conferma che i provvedimenti attuati dalle varie amministrazioni locali, dalla Regione e dalla Provincia sono semplici “palliativi” e che incidono poco o nulla sulla qualità dell’aria non solo di Vicenza ma dell’intera Valle Padana. La questione dell’inquinamento dell’aria nel mondo è sempre più causa di mortalità e di gravi patologie nell’ essere umano.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato in circa sette milioni i morti all’anno nel mondo a causa delle polveri Pm10 e Pm2,5 ultrasottili. Si tratta di inquinanti emessi dal sistema industriale, dal traffico veicolare, dal riscaldamento degli edifici sia pubblici che privati e, cosa che spesso viene ignorata, dai migliaia di allevamenti presenti nel territorio. I dati mostrano che la dipendenza dall’energia “sporca” rappresenta un rischio per la salute a livello globale: 9 persone su 10 sono esposte a livelli di inquinamento dell’aria pericolosi per la salute e mortali più di quanto si creda.

In Italia si stima che le morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico si aggirino intorno alle 90mila ogni anno. La Valle Padana, anche per la sua particolare orografia, è tra le zone più inquinate del pianeta e tra le più colpite dalla mortalità umana. A Vicenza pochi provvedimenti adottati vengono addirittura ritardati per il riposizionamento della cartellonistica di avviso. Incredibile che nel 2019, per allertare la cittadinanza, si usino ancora strumenti obsoleti e superati con conseguenti spese inutili.

Basterebbe la segnaletica luminosa intermittente alle varie entrate della città, oltre che l’uso dei social media, per comunicare i vari step di allerta. Si dirà che non tutta la città deve attenersi ai vari divieti. Vero, ed è la riprova della inconsistenza dei provvedimenti adottati. Ma cosa si può pretendere da una giunta comunale che ha fatto del trasporto privato una bandiera?  Ci chiediamo: per loro la velocizzazione del traffico è preminente rispetto alla salute dei cittadini?

Le responsabilità del governo, delle regioni, delle province e dei comuni di ogni colore sono chiare: non c’è nessun progetto di ampio respiro che intervenga sulle cause dell’avvelenamento dell’aria. Necessitano provvedimenti, anche impopolari, oltre che interventi fattibili in breve tempo come la forestazione urbana, pedibus, trasporto pubblico con mezzi non inquinanti, una rete ciclabile di vasta area urbana, consegna gratuita almeno ai bambini di mascherine protettive. I loro obbiettivi (sviluppo, consumo del suolo, uso fonti energetiche tradizionali, agricoltura non sostenibile) sono incoerenti con difesa della la salute , del territorio e dei beni comuni.

Daniele Ferrarin – Cat – Comitato ambiente e territorio – Vicenza  

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