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Mobilità venatoria, Consulta dà ragione al Veneto

Venezia – La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondato e inammissibile il ricorso proposto il 26 febbraio 2018 dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la dichiarazione dell’illegittimità costituzionale dell’articolo  67, comma 1, della legge della Regione Veneto 29 dicembre 2017, numero 45, che ha modificato la legge regionale che regola l’attività venatoria, dando la possibilità di esercitare la mobilità venatoria, con autorizzazioni automatiche, nei confronti della selvaggina migratoria. Lo rende noto, oggi, l’avvocatura della Regione Veneto.

“La Corte – si legge in una nota della Regione Veneto – ha ritenuto che la nuova disciplina non determina una deroga in peius del livello di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema garantito dalla legislazione statale, in quanto detta esigenza  è stata soddisfatta dalla introduzione di un meccanismo autorizzatorio informatico che, in una prospettiva di semplificazione, consente al cacciatore non iscritto in un determinato ambito territoriale di accedervi previa verifica, da parte dello stesso sistema informatico, del mancato raggiungimento, in quel medesimo ambito territoriale, dell’indice di densità venatoria massima stabilito annualmente con delibera della Giunta regionale”.

Soddisfazione, naturalmente, per questa sentenza, è stata espressa dalla Regione Veneto, in partocolare dall’assessore alla caccia, Giuseppe Pan, “Una bella notizia – ha commentato – che oltretutto arriva proprio alla vigilia dell’apertura di Hit Show, il salone internazionale dedicato alle attività venatorie che aprirà i battenti domani a Vicenza”.

“Il precedente governo Gentiloni – ha aggiunto Pan – aveva impugnato questa possibilità  introdotta dal legislatore regionale per i cacciatori di selvaggina migratoria e fondata su un sistema autorizzativo rispettoso  della densità venatoria dei diversi ambiti. Ora, invece, i giudici della Consulta hanno riconosciuto le buone ragioni del Veneto e il buon lavoro dei nostri uffici”.

“Mi complimento innanzi tutto con l’Avvocatura Regionale che ancora una volta ha difeso validità e sostenibilità di una norma regionale”, sottolinea ancora l’assessore, che fa notare come “la passata bocciatura di un’altra norma in materia di mobilità abbia costituito la base su cui si è lavorato ad una nuova versione delle disposizioni”.

“Quindi – ha concluso Pan -, nessun via libera ad una presunta caccia selvaggia, come paventavano i sostenitori del ricorso governativo,  ma solo una gestione equilibrata e razionale della presenza dei cacciatori nel territorio veneto, resa possibile dall’informatizzazione del sistema e da precise clausole di salvaguardia, come la verifica annuale dell’indice di densità venatoria e l’esclusione degli ambiti lagunari dall’applicazione della mobilità”.

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