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Lotta alla mafia, Guarda: “La Regione sia protagonista”

Venezia – “Il radicamento delle organizzazioni criminali in Veneto non è un fenomeno nuovo. E se è doveroso che le istituzioni esprimano il proprio ringraziamento alle forze dell’ordine quando vengono sgominati alcuni pezzi di questo sistema malavitoso, ciò non è sufficiente. Bisogna fare molto di più. La Regione deve innanzitutto applicare fino in fondo la legge anti-mafia che si è data da alcuni anni a questa parte e, soprattutto, deve operare in modo diffuso a favore di una cultura della legalità e di una protezione reale di quanti sono maggiormente esposti al ricatto mafioso”.

Sono parole della consigliera regionale veneta Cristina Guarda (Amp), all’indomani dell’arresto a Lonigo di Carmine Multari fratello, di Domenico, nell’ambito dell’operazione “Terry” contro la ‘Ndrangheta. Sempre a Lonigo sono state effettuate due perquisizioni a carico di due professionisti.

“Quanto è accaduto nel mio territorio – ha aggiunto la consigliera regionale – non può lasciarmi indifferente, e arriva dopo una lunga scia di fatti e denunce che interessano da troppo tempo il Veneto e indicano un alto rischio di infiltrazione della mafia. Penso ad esempio ai ripetuti roghi dolosi, e al grido d’allarme di importanti realtà che si occupano di antimafia come Avviso Pubblico”.

“La Regione Veneto – ha concluso Guarda – deve mettersi davvero in prima linea, con coraggio, nella lotta di contrasto alle mafie: presenza nelle scuole, misure di tutela agli imprenditori in difficoltà e grande attenzione ai grandi appalti pubblici, potenziale miniera d’oro per chi vuole speculare in maniera illegale, devono essere alcuni dei cardini di questa battaglia. Dobbiamo essere protagonisti, non semplici spettatori”.

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