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Hit Show, Ipab Minori dice no all’ingresso dei ragazzi

Vicenza – Si fa sempre più accesa, a Vicenza, la discussione sulla manifestazione dedicata al mondo delle armi Hit Show, che aprirà i battenti sabato 9 febbraio nel quartiere fieristico cittadino. L’aspetto più controverso è, anche quest’anno, l’accesso consentito ai ragazzi minorenni e la possibilità per loro di di entrare, materialmente o meno, in contatto con le armi pur senza maneggiarle. Ad intervenire sul delicato tema è oggi un istituto pubblico come l’Ipab per i minori di Vicenza” il cui consiglio di amministrazione sottolinea di sentirsi coinvolti in questo dibattito per dovere istituzionale.

“Che senso ha – scrive in una nota il cda di Ipab Minori -, sul piano strettamente pedagogico, l’organizzazione di una manifestazione sulle armi? Non sarebbe più opportuno, per minori ancora in piena età di formazione, una loro totale esclusione dalla possibilità, oggi invece concessa, di potervi accedere? Perché non organizzare una qualche manifestazione altrettanto mediaticamente supportata a sostegno della tolleranza e del rispetto reciproco?”

“Perché quindi – continua la nota – non farsi portavoce del fatto che la civile convivenza non si costruisce sull’ostentazione commerciale (anche se legittima) di armi da caccia, di difesa, ma anche di offesa, a ben guardare, che possono portare fino alla morte? Perché, almeno, non rispettare alla lettera ciò che è previsto dalla legge e dagli accordi presi con gli organizzatori di simili manifestazioni? Sul quale rispetto  si fonda quell’educazione che vogliamo impartire ai nostri figli per un mondo migliore e in definitiva sempre più lontano dalla necessità di dover ricorrere all’aggressività, fino alla violenza, fino alle armi. A quando una rivoluzionaria, questa sì, Fiera della Pace”?

“Date queste premesse, non vediamo quale sia la necessità di avvicinare i minori alle armi, né quale sia il messaggio, quale il progetto educativo condiviso all’interno della comunità. E non comprendiamo, inoltre, quale possa essere il danno temuto dagli organizzatori se poi gli utilizzatori finali, i clienti, sono, come chiede la legge, soltanto i maggiorenni. Ecco perché, quale ente preposto al sostegno dei minori in difficoltà, guardiamo con preoccupazione alle tesi di chi, detto senza malizia, ritiene utile se non addirittura necessario avvicinare i più piccoli alle armi, nonostante le rassicurazioni di una serrata vigilanza date dagli organizzatori.

“Immaginare una società di domani – conclude il cda di Ipab per i minori – nella quale già i nostri figli più piccoli di oggi iniziano a familiarizzare con le armi, crea davvero qualche inquietudine. Preservare i minori dalle armi, dall’educazione alle armi (contraddizione in termini?), crediamo fermamente sia un dovere di ogni società matura”.

Un commento

  1. Scusate ma i minori entrano e non toccano armi e se comunque voi brontoliate per i minori sarà una passione come altri sport

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