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Le dimensioni eccessive sono un problema

Vicenza – Nessuno me ne voglia se stilo questa nota in stato di boresso (ridarella irrefrenabile) che mi hanno prodotto questo articolo e quest’altro, ma io sono rimasto al 1906, quando le Aziende Municipalizzate nascono per fornire ai vicentini i servizi di luce, acqua, gas e il tram elettrico, e stento a capire l’utilità e i vantaggi per i contribuenti berici (che le aziende se le sono completamente pagate sin dagli esordi) della trasformazione in Aim Vicenza Spa nel 2000, con tutte le successive modifiche, mutamenti, e trasformazioni.

Ma ciò che eufemisticamente parlando mi fa letteralmente scompisciare dalle risa è che al sindaco Francesco Rucco è stata consegnata in questi giorni una due diligence su Aim (significa: dovuta diligenza, e indica l’attività di investigazione, di approfondimento di dati, e di informazioni relative all’oggetto di una trattativa), commissionata dal Comune di Vicenza lo scorso autunno, che è stata secretata. Anzi no! I consiglieri comunali forse potranno averla ma, similmente agli incappucciati del KKK, dovranno tenersela per sé. Insomma, non può essere resa pubblica. Sto avendo l’afasia da boresso. Ovvero i contribuenti vicentini hanno il dovere di pagare l’expertise, ma sono così stupidi da non essere informati dei contenuti della due diligence. Mi si perdoni se un po’ offuscato nello scrivere, ho le lacrime agli occhi.

Sarà per questo che non comprendo perché (come testualmente afferma il sindaco Rucco): “Il futuro di Aim sono le aggregazioni e l’apertura ai mercati. Aim non può rimanere solo su base locale: rischierebbe con le prossime gare di perdere importanti fette di mercato”. Ma chi dice che un’azienda in-house creata e pagata dai vicentini per fornire loro servizi debba conquistare “importanti fette di mercato”? A che serve riprendere il dialogo con l’omologa azienda veronese per creare un “colosso” atto a stare sul mercato? La finalità di un ente pubblico come il comune è quella di erogare servizi efficienti ai suoi cittadini, o speculare economicamente sui mercati? I vicentini tramite le elezioni individuano dei manager internazionali, o possono accontentarsi di semplici amministratori pubblici che tengano in ordine il territorio?

Allora questi politici che ultimamente si camuffano in liste civiche, ma che di civico hanno ben poco, sono così afflitti da gigantismo da non tener presente ciò che in proposito scrisse Leopold Kohr nel libro: «The Breakdown of Nations» pubblicato nel 1957, che costituisce una straordinaria riflessione sulle ragioni universali della superiorità dei sistemi fondati sulle piccole unità piuttosto che sulle grandi? Leopold Kohr utilizza una grandissima quantità di argomenti filosofici, scientifici, storici, politici, economici e sociologici per dimostrare come un sistema basato sull’equilibrio di tante piccole entità possa garantire, molto più che un sistema basato su poche grandi potenze, la pace, la sicurezza, nonché la fioritura culturale ed economica.

Al cuore della riflessione di Leopold Kohr vi è la teoria delle dimensioni, secondo cui la causa di quasi tutte le miserie sociali è una sola: la grandezza. Per Kohr il raggiungimento di dimensioni eccessive non rappresenta uno dei tanti problemi sociali, ma è l’origine di ogni problema dell’universo. Ad esempio, le stelle esplodono quando raggiungono una dimensione eccessiva, e il corpo umano si ammala di cancro quando un gruppo di cellule ha cominciato a svilupparsi oltre i limiti fissati dalla natura.

Analogamente, se un organismo sociale si lascia prendere dalla febbre dell’aggressività, della brutalità o da una follia collettiva, spiega Kohr, «ciò avviene non perché esso sia caduto sotto un cattivo governo o sia colpito da aberrazione mentale, ma perché gli individui – che sono così amabili se presi uno ad uno o in piccoli gruppi – si sono fusi in unità sociali eccessivamente vaste, come le masse proletarie, i grandi sindacati, i cartelli, o le grandi potenze, incominciando quindi a scivolare lentamente verso un’inevitabile catastrofe» (pag. 10).

E i vicentini ne hanno sperimentato un’occasione: quella della Società aeroporti vicentini Spa (in realtà l’elenco sarebbe più consistente, ma il direttore di questo giornale mi ha pregato di non redigere testi troppo lunghi) che, nata con l’idea bizzarra di trasformare l’aeroporto “Dal Molin” di Vicenza, sentì poi l’impellente necessità di conglomerare l’ammodernamento degli aeroporti di Thiene e Asiago. Risultato? Il “Dal Molin”, che mai riuscì a realizzare un traffico aereo degno di questa definizione, è scomparso; mentre gli altri impianti sono rimasti ciò che erano, sedi di attività sportive. E l’onere di questa “illuminata imprenditorialità pubblica”, ovvero milioni di euro di debiti, furono ripianati dai contribuenti berici. E qui non trovo nulla di cui ridere.

Questa del fu “Dal Molin”, a mio sommesso parere, fa il paio con la vicenda Tav/Tac (si veda qui) dove sembra distinguersi un signore più antartico del meridione italico, e che con una circonlocuzione sarei propenso a credere affetto da frenesia alimentare. Ovvero quella situazione in cui un’eccessiva abbondanza di cibo conduce a un’alimentazione rapida e incontrollata da parte di animali predatori. Per esempio, un grande banco di pesci può causare frenesia alimentare in un vicino gruppo di squali. La conseguenza è che gli squali si scateneranno, mordendo qualunque cosa si muova, inclusi gli altri squali (quanti sono i politicanti che “addentano” altri politicanti?). Infatti il “nostro simil australe” è presente nel palcoscenico politico autoctono come un gigione che indulge nella ricerca di facili effetti caricando enfaticamente la sua azione politica, che palesemente non è esaltante come del resto non lo è il consenso elettorale che ha raccolto.

Ma un boresso me lo crea anche il sindaco Francesco Rucco laddove afferma che l’analisi sulla possibilità di fusione con Agsm è stata commissionata a Pwc Advisory e Tls, che “pur avendo bisogno di alcuni approfondimenti, […] l’aggregazione […] sarebbe ottima”. Ohibò! L’Advisory! Come a dire che c’è qualcuno che va da un architetto per farsi costruire un’edificio che piace all’architetto? Ma se nemmeno ad Andrea Palladio fu consentito ciò; almeno a Villa Barbaro di Maser.

Ma il mio divertimento continua laddove “i consulenti hanno analizzato lo stato di salute del Gruppo Aim Vicenza, esaminando tutte le società che lo compongono, attraverso il metodo Swot (Strenghts, weakness, opportunities, threats) [Caspita che magniloquenza!] I consulenti – ha precisato Rucco – hanno rilevato come punto di debolezza l’incapacità del Gruppo Aim di inserirsi in un mercato fuori dai confini territoriali locali. […] L’azienda avrebbe potuto e dovuto affiancare ai regimi concessori l’acquisizione di fette di mercato libero. Con la redditività garantita dalle concessioni, avrebbe potuto e dovuto mettersi sul mercato”.

Allora, dopo che nel 2012 nasce 2V Energy Srl società partecipata pariteticamente da Aim e Agsm per la collaborazione nell’acquisto di gas ed energia elettrica; che nel 2013 Aim Vicenza acquisce il 15% di Soenergy Srl di Ferrara per la collaborazione nell’acquisto di gas ed energia elettrica, e nel 2015 viene acquisita, attraverso la partecipata Aim Energy, la quota di maggioranza di Cogaspiù, attiva nella vendita di gas ed energia elettrica che diventa Cogaspiù Energie srl; nel 2020 Aim non potrà più acquistare gas ed energia elettrica sul mercato libero per conto dei vicentini?

In sostanza, le Aim non sono state capaci di fare quanto nelle loro potenzialità, e quindi affidiamo la proprietà dei vicentini ad altri? Un po’ come per la Fiera di Vicenza? Eppure il sindaco Rucco dichiara che Aim ha il: “…know how sulle caratteristiche territoriali locali che può metterla in condizione di vantaggio rispetto a concorrenti esterni.” Dunque se siamo in un mercato libero e le municipalizzate hanno dei vantaggi competitivi, perché dovrebbero temere che: “Una volta che i servizi verranno messi in gara si prospettano due scenari: il migliore è che Aim li riottenga, con margini di ricavo ridotti rispetto al passato; il peggiore è che non se li aggiudichi”?

Orbene, non è la prima volta che alle Aim sorgono situazioni grottesche. Si pensi ai primi anni ’90, dove l’allora presidente unito ad un assessore, oggi entrambi non più sulla scena politica, per giustificare le fanfaluche riguardo l’acquisto di nuovi bus, ad un certo punto si trasformarono in “Ministri degli esteri berici”, andando in maniera del tutto autonoma a regalare alcuni bus dismessi, ma ancora efficienti, in Polonia. Si giustificarono con il fatto che essendo le macchine inquinanti avevano acquisito nuovi autoveicoli; ma inquinare la Polonia contribuisce a risolvere i problemi ambientali del pianeta?

Insomma, per non farla tanto lunga, perché il sindaco Rucco e la sua giunta, invece di pensare “in grande”, non fanno quella manutenzione che dovrebbe essere il loro principale mandato amministrativo? Tanto per fare un paio di esempi: perché non è ultimato da oltre 18 anni il cantiere della medievale Porta Santa Crocre, oppure la bonifica della ex Zambon, che dura da 33 anni, e altre opere che – solo per fare un cenno – videro Luciano Parolin, candidato alle comunale del giugno 2018, dichiarare: «io non voglio nulla di nuovo, solo completare alcuni cantieri eterni» e ne fa il lungo ma parziale elenco concludendo: «Se sarò eletto consigliere comunale, mi incatenerò davanti a questi cantieri infiniti, sempre aperti, mai chiusi.» 

Last but not least, in caso di effettiva convenienza (tutta da dimostrare mediante assemblee pubbliche) dell’aggregazione di Aim con Agsm, per la democrazia berica è bastato essere eletti da meno di un cittadino su quattro per poter “vendere” a piacimento le proprietà dei vicentini senza chiedere (attraverso un apposito referendum) la loro approvazione? Tempo fa il quesito l’ho proposto, tramite Pec, anche ad alcuni rappresentanti dell’opposizione. Non ho ricevuto nessuna risposta, per cui rimando a questo articolo. Un’inadeguata amministrazione può salvare i vicentini dal declino? Non si è mai verificato che il comune, per rientrare dai costi di scelte sbagliate, si rifacesse nei confronti dei responsabili di scelte scellerate. Ma per quanto potrà ancora durare? Il buongoverno, quello che vuole essere nobile, non è quello della moral suasion?

Enzo Trentin

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