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Cosa sta succedendo alla sanità veneta?

Intervento sul tema della sanità della senatrice vicentina del Partito Democratico Daniela Sbrollini, preoccupata per le scelte della dirigenza della Ulss 7 Pedemontana. “Le strutture ospedaliere si stanno impoverendo – avverte – e si finisce con lo scaricare tutto sulle famiglie”

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Roma – Non giriamoci intorno. Sono preoccupata per una logica di diminuzione dei posti letto che impoverisce il servizio sociosanitario. L’ospedale di comunità a Malo, tanto annunciato e atteso, è una risposta importante, ma se taglia 15 posti letto alla Rsa, allora è solo una presa in giro. Già si teme che il servizio di fisioterapia, sospeso dal primo gennaio 2019, non venga più riattivato nonostante le rassicurazioni. Ora si toglie una risorsa di posti che sostanzialmente fanno ricadere sulle famiglie gravi carichi di servizi, che le stesse non sono attrezzate a sostenere.

Una politica miope. La popolazione invecchia, certe malattie crescono, le famiglie non sono in grado di seguire le procedure paramediche. Un qualsiasi momento riabilitativo post-infortunio o post-operatorio diventa un incubo per il paziente e per la propria famiglia. Sempre ammesso che ci sia una famiglia. Essere soli o vedovi è un lusso. Non tutti se lo possono permettere. Anzi, pochissimi. Non è giusto e squalifica il sistema socio sanitario veneto.

Le strutture ospedaliere si stanno impoverendo, e non mi riferisco solo a Santorso. Nel territorio le Residenze sanitarie assistenziali, presso le Ipab, spesso forniscono un buon servizio per i pazienti dimessi. Tagliando questo si scarica tutto sulle famiglie. Sono preoccupata. Cosa sta succedendo alla mitica sanità veneta? Zaia deve rispondere.

Senatrice Daniela Sbrollini

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