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La manifestazione Hit Show, in una passata edizione

“Con le associazioni contro la fiera delle armi”

Vicenza – “Questa mattina ho sostenuto le associazioni che si sono ritrovate, davanti alla Fiera di Vicenza, per protestare contro Hit Show, la manifestazione espositiva dedicata alle armi” A parlare è Cristina Guarda, consigliera regionale vicentina, attiva promotrice di eventi per il disarmo, che poi nel pomeriggio partecipa all’incontro promosso, sempre a Vicenza dalla Rete Disarmo.

Cristina Guarda
Cristina Guarda

“Assieme ai colleghi Zanoni e Bartelle – ha aggiunto – ho più volte sostenuto che sono due le contraddizioni che questa fiera fa emergere. La prima è di carattere economico e amministrativo: la Regione Veneto trova sempre finanziamenti per questo tipo di eventi e per le associazioni che promuovono l’uso delle armi. Invece, sono sempre briciole quelle che rimangono per chi, nel volontariato, lavora per contrastare la violenza e dedicarsi ai più deboli. Le azioni per proteggerli sono sempre più difficili, ed è assurdo che sia sempre necessario combattere per trovare i fondi per sostenerli”.

“La seconda contraddizione è politica e sociale: oggi saranno presenti molti politici nazionali. Un gesto chiaro di connivenza e di sostegno alle lobby delle armi: una scelta che rende dal punto di vista  elettorale, anche per i vantaggi che solitamente queste realtà portano nel sostegno ai partiti. Ma nel frattempo ciò mortifica la comunità creando disagi sociali: il sostegno a politiche che vogliono sdoganare le armi nelle nostre vite quotidiane è pericoloso, perché consente di percepire l’ordinarietà anche degli effetti che esse provocano. Dopo gli eventi di cronaca di questi mesi, non possiamo chiudere gli occhi”.

E proprio su questo tema interviene anche Andrea Zanoni, anche lui consigliere regionale, del partito democratico, trevigiano, che ricorda la vicenda, di stretta attualità, di Manuel Bortuzzo, un giovane atleta, promessa del nuoto, ferito da un colpo di pistola che lo condanna su una sedia a rotelle, solo per aver avuto la sfortuna di imbattersi in quelli che il gip del Tribunale di Roma ha definito soggetti pericolosi e fuori controllo.

“Voglio un paese – ha sottolineato Zanoni – dove il ministro dell’Interno si occupi principalmente di combattere la delinquenza, la circolazione illegale di armi, l’avanzare di organizzazioni mafiose. Voglio che contrasti i soggetti pericolosi e fuori controllo che minacciano i nostri figli, che lavori a tavolino con gli addetti ai lavori, e che sia meno distratto dalle telecamere e dalle fiere come questa, che nulla hanno a che fare con la sicurezza”.

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