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Ciambetti: “Agenzie di rating come il Divino Otelma”

Venezia – “Lascia dormire il futuro come si merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, cita Kafka rispondendo questa mattina a chi gli ha chiesto un commento sulla previsione di Fitch sulla probabilità di elezioni politiche nel secondo semestre dell’anno. “Più che di analisti – ha aggiunto – dovremmo parlare di auruspici, le cui capacità divinatorie sono pari a quelle del Divino Otelma”.

Ciambetti continua sottolineando come le agenzie di rating non siano uno strumento di garanzia né per l’economia reale, né per la democrazia. “Hanno dimostrato più volte – ricorda – il loro elevato grado di fallibilità e lo sappiamo bene noi in Veneto dove Standard & Poor’s, che non solo non aveva previsto né il crac Parmalat né il fallimento di Lehman Brother, aveva sottovalutato la situazione di Veneto banca. E’ la stessa Standard & Poor’s che fu costretta a pagare circa un miliardo e mezzo negli Usa per chiudere la causa aperta per aver assegnato un rating gonfiato sulle obbligazioni legate ai mutui che portarono alla crisi del 2008. Per una causa analoga, Moody’s patteggiò con le autorità federali e statali Usa il pagamento di circa 864 milioni di dollari”.

“Insomma, di prove che attestano l’inaffidabilità e la tendenziosità  di queste agenzie non mancano. Sappiamo anche che la prima causa delle valutazioni distorte nasce dal pregiudizio e di pregiudizi sull’Italia ne circolano fin troppi. Infine, ma non da ultimo, c’è il nodo degli economisti e degli analisti che vorrebbero predire il futuro quando al massimo, e non sempre, potrebbero spiegarci solo il passato.  Il nodo tuttavia rimane: le agenzie di rating intervengono pesantemente nel processo democratico e interferiscono nelle vicende interne di una nazione: possiamo accettare che le analisi di  Fitch, Standard & Poor’s,  Moody’s determinino la vita di milioni di persone, famiglie e imprese? A decidere i destini della società possono essere occulti centri di potere e uomini senza volto e senza consenso?”

“Con questo – conclude Ciambetti – sia chiaro, non sottovaluto i problemi enormi in cui si dibatte il sistema Italia, dal ritardo infrastrutturale che deve essere affrontato a iniziare dal completamento della Tav, al nodo del debito pubblico esploso non per sostenere investimenti bensì per alimentare la spesa pubblica improduttiva.  Personalmente credo che l’autonomia, cioè i processi democratici che avvicinano le scelte decisionali ai livelli più prossimi ai cittadini, siano un formidabile strumento per modernizzare il Paese permettendogli di superare l’impasse in cui siamo finiti e vien da chiedersi se rating come quelli di Fitch altro non siano segnali contro chi vuole una nuovo Paese, più giusto, equilibrato e moderno”

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