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Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio con il suo operatore Miran Hrovatin - Foto: Madamemasked - (CC BY-SA 4.0)
Ilaria Alpi, uccisa a Mogadiscio con il suo operatore Miran Hrovatin - Foto: Madamemasked - (CC BY-SA 4.0)

Bassano, la missione in Somalia a Venerdì Storia

Bassano del Grappa – Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Venerdì: storia. Incontri sul filo della memoria”, ciclo di incontri dedicati agli eventi che hanno segnato la nostra storia, promosso dalla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa in collaborazione con le associazioni Anpi, Avl, 26 Settembre e con l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”. Per domani, venerdì 8 febbraio, è in programma, alle 17.30, l’incontro dal titolo “Le ali dell’Ibis. La missione italiana in Somalia 1992-1993” realizzato con il supporto dell’editore Itinera Progetti.

“La conferenza – si legge nella presentazione dell’incontro – verterà sulla missione interazione sancita dall’Onu allo scopo di stabilizzare la situazione in Somalia, a fronte di un crescente stato di caos e di grave carestia. Durata dal 3 dicembre 1992 al 4 maggio 1993, è conosciuta anche come operazione Restore Hope e si svolse sotto il controllo degli Stati Uniti, ma anche col supporto di personale di altre nazioni. Il contingente italiano è stato quello più numeroso dopo quello americano”.

“Tra le vittime italiane, dirette o indirette, della missione Restore Hope vanno annoverate anche due donne: Maria Cristina Luinetti, sorella del corpo infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, uccisa nel Poliambulatorio Italia, a Mogadiscio, da un somalo per motivi mai chiariti, ed Ilaria Alpi, giornalista del TG3 che fu uccisa in una agguato, da miliziani, assieme al suo operatore, Miran Hrovatin,  perché stava indagando sul traffico di rifiuti tossici dall’Europa alla Somalia”.

“Fu una missione particolarmente dura, in un ambiente ostile per le avverse condizioni climatiche e con una logistica resa problematica dalle enormi distanze e ancor più dalla esiguità dei mezzi a disposizione. Il rapporto umano che si venne a creare fra gli uomini impegnati nella missione, sotto il sole dell’equatore, mangiando poco e male, in precarie condizioni igieniche e nel rischio quotidiano della vita, ha quindi qualcosa di particolare e unico”.

A condurre il racconto della missione sarà uno dei protagonisti di quegli eventi, il pilota di elicottero Gianni Adami, che offrirà il suo punto di vista sull’operazione Restore Hope, culminata nella battaglia di Mogadiscio. Ad introdurre l’incontro sarà il giornalista Alessandro Comin.

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