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Banche, chi vuole assolvere i potenti del Veneto?

Banche, chi vuole assolvere i potenti del Veneto?

Venezia – “Ci sono quattro punti sui quali all’interno della relazione non c’è nemmeno una riga: la mancata costituzione di parte civile della giunta Zaia; l’elenco di chi ha ricevuto finanziamenti senza garanzie (baciati dalla fortuna, che in questo caso è tutt’altro che cieca…) in un periodo in cui per una famiglia normale era impossibile aprire un mutuo; i nomi di chi ha potuto vendere le azioni pochi istanti prima del crac o subito dopo; la questione dei risarcimenti ai risparmiatori truffati che rischiano di arrivare tardi o non arrivare mai per colpa del governo che non riesce a fare i decreti attuativi e come al solito dà la colpa all’Europa”.

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante, di Liberi e Uguali, e Patrizia Bartelle, di Italia in Comune, parlando della relazione finale della Commissione d’inchiesta sui gravi fatti riguardanti il sistema bancario del Veneto, discussa nella seduta del consiglio regionale di oggi ed alla quale i due consiglieri hanno votato contro. Ruzzante e Bartelle stigmatizzano anche il comportamento della maggioranza leghista, “che governa il Veneto da vent’anni – sottolineano -, e che sceglie di parlare solo di Bankitalia, sorvolando sui potenti del Veneto. La domanda è: cui prodest?”.

“Non una parola sui baciati dalla fortuna – ha detto Ruzzante nel suo intervento in aula – che vanno in giro per il Veneto con i soldi dei truffati in tasca. Non una parola sulla vergognosa mancanza della giunta Zaia, che non è riuscita a costituirsi parte civile nel processo contro BpVi usando l’incredibile scusa di essere arrivata in ritardo. Non una parola su chi ha potuto vendere le azioni subito prima che si azzerassero, quando agli altri era vietato: chi sono? Perché hanno potuto disfarsi delle loro quote?”

“Tutti temi – ha concluso il consigliere regionale di opposizione – che la commissione ha scelto deliberatamente di ignorare, preferendo una visione secondo cui le banche venete tutto sommato erano a posto e il problema si limita nell’azione di Bankitalia, Atlante eccetera. Io non difendo Bankitalia, ma una cosa è certa: senza i truffatori veneti la truffa non sarebbe avvenuta. I processi dimostreranno le responsabilità dei vari Consoli, Zonin e soci”.

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