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Vicenza, colonialismo italiano in scena al Teatro Astra

Vicenza – Stimolante serata in programma al Teatro Astra di Vicenza, nel quale, sabato 2 ferraio, alle 21, andrà in scena “Acqua di colonia”, spettacolo finalista ai Premi Ubi 2017 come miglior novità drammaturgica, della compagnia indipendente romana Frosini Timpano per la prima volta sul palco vicentino. Racconta con ironia tagliente l’Italia fascista e colonialista e ne riporta a galla le radici che affondano nel secolo precedente. “Nell’immaginario comune – spiega una nota di presentazione – si riduce ai cinque anni durante il regime fascista. In realtà, quella del colonialismo italiano è una storia che inizia già nell’Ottocento e che dura 60 anni: una storia rimossa e negata”.

L’appuntamento viene proposto all’interno di “Terrestri 2018/19”, la stagione del contemporaneo curata da La Piccionaia Centro di produzione teatrale, per conto dell’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, con il sostegno del Ministero dei beni culturali e della Regione Veneto. Scritto, diretto e interpretato da Elvira Frosini e Daniele Timpano, “Acqua di colonia” è stato realizzato con la consulenza della scrittrice italiana di origine somala Igiaba Scego e ha richiesto due anni di studio storiografico, accompagnato dall’immersione in romanzi, film e canzoni dell’epoca.

“Quella dell’impero coloniale italiano è una storia negata – affermano Frosini e Timpano -. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’800. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non luoghi reali. Gli africani stessi sono tutti uguali, come i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada. Sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno”.

Il lavoro è stato accolto con favore da pubblico e critica. Tra i tanti, vale la pena citare Giuseppe Rizzo, di Internazionale, che ha scritto: “L’intero spettacolo è una trappola feroce preparata ad arte da Frosini e Timpano, un falò che i due autori allestiscono sul palco per due ore, ed in cui bruciano la vanità miserabile degli italiani brava gente”. Andrea Porcheddu, sulle pagine de L’Espresso ha commentato: “In questi tempi bui la civiltà si difende a teatro. Dà voce ai migranti. Denuncia il razzismo. Propone uno sguardo diverso sull’altro. La comunità più combattiva si dà appuntamento sui palcoscenici d’Italia. In controtendenza rispetto alla narrazione governativa, la comunità teatrale si apre all’incontro e al confronto con chi arriva dal mare”.

“Parlando della storia passata, vogliamo parlare di oggi – aggiungono Frosini e Timpano -. Siamo, oggi più che mai, alle prese con il nostro smarrimento, le nostre paure e i nostri sensi di colpa di fronte alle migrazioni. Non c’è una relazione deterministica di causa ed effetto tra colonialismo storico, flussi migratori e terrorismo odierni , ma c’è senz’altro una relazione complessa, sia con la nostra breve storia coloniale che con quella dei grandi imperi europei”.

“Nel lavoro – concludono – mettiamo in evidenza il fatto che esiste una relazione intercorsa nel passato fra noi e loro, una relazione fra le nostre storie. I migranti che arrivano hanno alle spalle delle relazioni storiche dei loro paesi di provenienza con i paesi in cui cercano di migrare. Senza voler generalizzare, nel caso dell’Italia, la relazione passata fra gli italiani e i migranti provenienti dalle nostre ex colonie, ad esempio, è ignorata dagli italiani. Si tratta di un vuoto storico, una rimozione storica e culturale. Si tratta dunque di un rapporto sbilanciato”. Per informazioni, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55, Vicenza, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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