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Stop alla Valdastico Nord. Il commento di Apindustria

Vicenza – “Come Apindustria vogliamo leggere nella bocciatura da parte del Consiglio di Stato della realizzazione del tratto A31 Piovene-Pedemonte un concetto di fondo molto chiaro, ovvero che la Valdastico Nord va realizzata tutta. E, aggiungo, nel minor tempo possibile. Questo è da sempre un nostro convincimento e confido che questa sentenza non venga strumentalizzata ad arte per metterne in discussione l’utilità, valutazione nella quale il Consiglio di Stato non è neppure entrato”.

Flavio Lorenzin
Flavio Lorenzin

E’ questo il commento di Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza alla notizia di questi giorni, sotto certi aspetti clamorosa della bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, di continuare la costruzione dell’autostrada Valdastico nord nel suo tratto Veneto, ovvero fino al confine con il Trentino. Di fatto uno stop alle posizioni dell’autostrada Serenissima e della Regione Veneto, desiderosi di vedere completato il tracciato fino a Trento ma alle prese con la contrarietà della provincia autonoma trentina.

Di qui il progetto di realizzare nel frattempo il tratto veneto, con iter portato avanti comunque in assenza di un progetto per il tracciato successivo fino a Trento. Ebbene, secondo il Consiglio di Stato questo non è corretto, sarebbe cioè “privo di autonomo significato se non incluso nel complessivo ed unitario asse di collegamento”, ovvero il progetto completo originario della strada che prevede sia raggiunta l’A22 del Brennero. Con la sentenza sono state accolte le richieste del Comune di Besenello, da sempre ostile al completamento della Valdastico Nord, e la società autostrada Serenissima è stata condannata a pagare le spese legali per ottomila euro.

“L’auspicio – ha detto ancora Lorenzin – è che questa sentenza, al netto delle contromosse del concessionario, non riporti indietro il calendario di sei anni, spostando ancora più in avanti il giorno in cui vedremo completata un’opera strategica per tutto il Nordest di cui si parla dagli anni ’70”.

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