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Tav, destra e sinistra unite a favore dell’opera

Roma – “La Tav é uno snodo fondamentale per il futuro del nostro paese. In Italia occorre tornare a investire in maniera convinta sulle infrastrutture, creandone di nuove e ammodernando le esistenti. Un governo serio non può lasciare che l’Italia venga tagliata fuori dalle arterie commerciali che collegano l’Europa”. A parlare così è Maria Cristina Caretta, deputata vicentina di Fratelli d’Italia, un po’ a testimonianza anche di come la politica “tradizionale”, avversa al mondo”antisistema” del Movimento 5 Stelle sia a favore delle grandi opere, che in passato purtroppo sono state in Italia realizzate più per favorire interessi economici particolari che per reale necessità del paese.

La deputata della destra, spezzando la sua lancia a favore dell’alta velocità ferroviaria, usa anche toni beffardi verso la componente di governo pentastellata, certamente ostile ai grandi lavori per la realizzazione della Tav in Italia. Lo fa parlando di “scie chimiche, terrapiattismo, chip sotto pelle e decrescita felice” che, secondo Caretta, vanno lasciate “a quei fenomeni di passaggio che rispondono alla Casaleggio Associati”, mentre si dovrebbe “tornare a dare credibilità alla politica”.

Una credibilità, continua la deputata “che si fonda sul saper essere espressione dei cittadini, rispetto ai quali la politica ha la responsabilità di decidere e di fare”. Al lettore giudicare e ricordare le prove in questo senso che questa “politica” ha dato negli ultimi decenni in tema di opere pubbliche, di scelte oculate, di trasparenza e di efficienza.

Non si discosta molto dalle posizioni della destra, tuttavia, il punto di vista della sinistra in tema di Tav. Ad esempio, un’altra parlamentare vicentina, la senatrice del Pd Daniela Sbrollini, è critica e si definisce incredula dato che, “sulla Tav un ministro temporeggia – dice -, uno chiede il referendum, nessuno ha le idee chiare, mentre è il paese che paga per le indecisioni”

“Il ministro Toninelli – continua Sbrollini – si dichiara stanco di essere contestato su delle opinioni, ma il vero problema che è l’Italia stanca di pagare pegno sulle sue lungaggini e sulle sue incertezze. Ha bisogno di guardare i numeri? Ma caro ministro, quando uno decide che vuole governare, sulle iniziative già da molti anni messe in cantiere deve arrivare con delle sue certezze. Non può imbalsamare una opera strategica per mesi e mesi, bloccando denari, aziende sotto contratto, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro, il futuro di un paese”.

“Certo il progetto deve essere rispettoso quanto più possibile dell’ambiente e, se serve, deve essere corretto. Ma da questo a pensare che si possa tornare indietro, come niente fosse, qualsiasi persona di buon senso capisce che non è più tempo. Con un grande slancio di genialità politica, il primo ministro Conte dice che tutto il governo si esprimerà sulla Tav, confessando di non aver ancora letto il lavoro istruttorio. Il mondo va veloce e le nostre aziende non si possono permettere governanti apprendisti che ogni giorno manifestano dubbi su tutto”.

“Rimane peraltro stupefacente – conclude la senatrice dem – che un partito di governo come la Lega scenda in piazza e chieda un referendum per capire se un’opera tale debba essere fatta. Ha sempre sostenuto una posizione che ora vuole ribadire? E allora che decida. Il paese, un anno fa, ha detto che devono governare. Lo facciano, democraticamente rispettando le opposizioni, ma lo facciano. Invece umiliano il Parlamento, sbeffeggiano le opposizioni, lanciano proclami, indietreggiano su tutto e non decidono nulla”.

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