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Lavoratori in sciopero al Gruppo Engineering

Vicenza – Lavoratori del Gruppo Engineering, della sede di Vicenza, in zona Ponte Alto, ieri in sciopero. Si è trattato di un’astensione dal lavoro di due ore, le prime due del turno, con un sit in davanti ai cancelli, per sostenere la riapertura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo.

“Il premio di risultato – spiega Patrizia Carella della segreteria della Fiom Cgil di Vicenza – è fermo dal 2009, l’accordo è scaduto nel 2011. Il gruppo è in continua crescita e il contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) ha demandato alla contrattazione di secondo livello la redistribuzione della ricchezza prodotta. Risorse accumulate grazie anche al lavoro dei suoi diecimila dipendenti. Noi chiediamo di aumentare il premio di risultato di 600 euro in tre anni”.

“Un altro capitolo – ha aggiunto la sindacalista – riguarda il buono pasto, il cui attuale valore è di 5,16 euro, lo stesso da 30 anni. Si tratta di una cifra insufficiente per sostenere un pasto fuori casa, e ne chiediamo quindi l’adeguamento portandolo a 7 euro. Quanto alla reperibilità del personale, chiediamo di uniformare i trattamenti di reperibilità, applicando per tutti indennità adeguate e pagamenti che non siano peggiorativi del Ccnl, correggendo anche le evidenti storture in merito al pagamento dei lavoro effettivamente svolto”.

Sulle trasferte i lavoratori tramite i rappresentanti sindacali chiedono di migliorare i trattamenti in essere, rendendoli più in linea con il costo della vita, ma soprattutto di normare le trasferte all’estero, attualmente disciplinate con normative scritte unilateralmente e le cui condizioni vengono modificate dall’azienda a convenienza”.

“Nel contratto integrativo – sottolinea infine Carella – vi sono altre componenti importanti. Per esempio i permessi aggiuntivi (visite mediche, congedi parentali, etc.), le assicurazioni, il capitolo pari opportunità, le prestazioni sociali (contribuito asili nido, libri scolastici), il cosiddetto welfare aggiuntivo, le agibilità sindacali, e una serie di condizioni di miglior favore rispetto al Ccnl o alle normative vigenti. Insomma tante piccole cose che per i lavoratori e le loro famiglie valgono molto, e che un grande gruppo che cresce può permettersi di applicare”.

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