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Reddito di cittadinanza agli extracomunitari?

Venezia – “Reddito di cittadinanza esteso agli extracomunitari?  Attenzione, si rischia di innescare meccanismi perversi che porterebbero il paese in una situazione devastante”. Sono parole del presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a proposito di quella che è un po’ la cambiale elettorale con la quale il Movimento 5 Stelle ha raccolto tanti voti, alle ultime elezioni politiche, da essere ora al governo, assieme alla Lega. Una questione quella del reddito di cittadinanza, che comunque, l’alleato leghista fatica, in alcuni aspetti quantomeno, a far sua…

“E’ già accaduto in passato – spiega infatti Ciambetti – che provvedimenti di aiuto e sostegno varati in  Italia si siano tradotti in potenti  argomenti di propaganda usati da chi sui flussi migratori ha imbastito business tanto scandalosi quanto devastanti. Anche se non vera e scorretta,  in paesi dove il reddito mensile medio non supera i 150 dollari, diffondere la notizia che i Italia si può accedere ad una sorta di rendita diffusa, trasformerebbe il nostro paese in un attrattore clamoroso, una calamita per disperati. Il miraggio di quel contributo sarebbe tale da giustificare i rischi e i costi delle tratte gestite dai neoschiavisti e da chi, su queste speranze, lucra in maniera indecente”.

“Alla fine – continua Ciambetti – a guadagnare sarebbe ancora chi in questi anni ha speculato e si è arricchito grazie all’emergenze immigrati, scaricando tutti i costi sociali ed economici sulle spalle della collettività. C’è infatti l’aspetto economico che non può essere trascurato: chi garantirebbe le coperture aggiuntive e non previste per estendere a tutti il welfare pensato per aiutare gli italiani in difficoltà? Chi, furbescamente e strumentalmente, ha sollevato la questione mira a scardinare anche gli equilibri di bilancio con una logica del tanto peggio tanto meglio”.

“Infine, e non da ultimo, c’è un problema di tenuta sociale: vogliamo che gli italiani si ribellino davanti a provvedimenti insostenibili e difficilmente giustificabili? Un conto è il reddito di cittadinanza garantito temporaneamente, e sotto rigido controllo, a cittadini italiani in evidente e conclamata situazione di povertà. Un altro è un sussidio generalizzato e concesso anche agli ultimi arrivati, ai quali stiamo già garantendo una lunga serie di servizi e assistenza in un paese dove le contraddizioni tra chi  lavora onestamente e chi è sfaccendato o ha usufruito di prodigiose agevolazioni  stanno arrivando al limite di tenuta”.

“Non mi si venga a parlare di solidarietà – rincara la dose il presidente del consiglio regionale -, di dovere dell’accoglienza e di misericordia. Come diceva Martin Luther King, la misericordia non è fare la carità, ma capire che l’edificio che produce mendicanti ha bisogno di ristrutturazioni. C’è una fabbrica di povertà, ed è l’Africa. L’Africa è la fabbrica della povertà e paradossalmente è anche la multinazionale che moltiplica ricchezza e corruzione. Il nodo non è accogliere milioni di migranti che non saremo in grado di sostenere, ma cambiare politiche verso il sud del mondo: in gioco ci sono interessi devastanti e questi spiegano anche certe campagne di disinformazione così care alle lobby europee e il cinismo con cui c’è chi punta, nel nome della solidarietà umana, ad ingrossare il proprio portafogli”.

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