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Pfas, la Regione si insinua nel fallimento Miteni

Pfas, la Cgil presenta un esposto in procura

Vicenza – Un esposto, alla Procura di Vicenza, per tutelare la salute dei lavoratori della Miteni di Trissino, e prima ancora della Rimar, dove si sono prodotte le sostanze perfluoroalchiliche, più note come Pfas, che hanno inquinato anche una parte del Veneto in cui vivono più di 300 mila persone, tra le province di Vicenza, Verona e Padova. E’ stato presentato oggi dalla Cgil di Vicenza, assieme alla sua categoria dei chimici, la Filctem, ed è corredato da due studi, di Paolo Girardi e Enzo Merler, sugli effetti a lungo termine che hanno i Pfas sulla salute dei lavoratori e sulla mortalità che ne deriva

Giampaolo Zanni
Giampaolo Zanni

“Gli studi – sottolinea il sindacato – spiegano come vi sia un eccesso di mortalità tra questi lavoratori rispetto ad altre tipologie produttive. Le cause di morte rientrano in patologie come tumori epatici, iperidrosi epatica, ipertensione, diabete mellito. Ed evidenziano inoltre che il rischio elevato di danno sulla salute potrà rivelarsi nel tempo. Le ipotesi di reato che si profilano, quindi, sono l’omicidio colposo, lesioni personali e colpose e delitti colposi contro la salute pubblica”.

Tutto questo è stato sottolineato questa mattina, dopo la consegna dell’esposto in procura, dal segretario generale della Cgil di Vicenza, Giampaolo Zanni, e da quello della Filctem vicentina, Giuliano Ezzelini Storti, che hanno sottoscritto, con l’avvocata Lucia Ruolo, l’esposto. Presenti, all’incontro nel quale ne hanno dato conto alla stampa, anche il segretario regionale della Cgil del Veneto, Paolo Righetti, e la segretaria della Filctem del Veneto Verena Reccardini.

Un altro messaggio che si è voluto dare con molta chiarezza riguardava l’atteggiamento dei vertici della Miteni negli ultimi tempi. Come dire: non si scappa senza assumersi le responsabilità di ciò che si fa sul territorio.  “La vicenda Miteni- hanno osservato i sindacalisti – , con i manager che scappano, letteralmente, dagli uffici con le valigie, è emblematica di una situazione che evidenzia gli effetti pericolosi verso la popolazione di un modello di sviluppo poco controllato e senza precauzioni”.

Il sindacato chiede che le attività produttive convivano con la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori e della popolazione. Inoltre chiede che “d’ora in avanti vengano adottati, per i siti produttivi, principi di precauzione precisi sull’utilizzo del territorio e sull’emissione e gli scarichi, oltre a regole, controlli e  politiche attive per incentivazioni e percorsi di riconversione”.

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