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Pedemontana, ditte in appalto rispettano le regole?

Vicenza – Ci si interroga, a Vicenza, sul tema spinoso della sicurezza sul lavoro, dopo l’ultimo ennesimo tragico caso, quello della morte di Gianfranco Caracciolo nel cantiere di Mason Vicentino della Superstrada Pedemontana. I rappresentanti dei lavoratori delle costruzioni di Cgil Cisl e Uil provinciali hanno avuto occasione di incontrarsi in questi giorni, dopo il sit in di venerdì scorso al cantiere quello che ci si chiede è se le ditte che operano in subappalto applicano davvero le norme e i protocolli previsti dall’appaltatore, la Sis.

Luca Rossi
Luca Rossi

“Dopo l’incidente mortale di giovedì scorso – ha spiegato Luca Rossi, segretario generale provinciale della Fillea Cgil – abbiamo fatto partire due richieste di incontro, una all’azienda per cui lavorava  Caracciolo, e l’altra al consorzio Sis. Naturalmente sottolineo che abbiamo piena fiducia negli inquirenti e che attendiamo che la magistratura completi le indagini, ma è necessario verificare se tutte le aziende in subappalto a Sis hanno recepito (e non solo formalmente), i protocolli di sicurezza adottati dal consorzio”.

Il segretario generale di Fillea Cgil ha sottolineato che il consorzio Sis rispetta l’obbligo di legge sulla sicurezza nei cantieri e che i corsi e gli aggiornamenti sulla sicurezza vengono realizzati. “Il problema è culturale – ha però aggiunto il sindacalista – perché siamo certi che i lavoratori frequentano i corsi, ma poi le norme nella prassi vengono sempre prese in considerazione? Confidiamo che la Sis lo verificherà con tutti i subappaltatori”.

“Non esistono le tragiche fatalità negli incidenti sul lavoro – ha concluso Rossi – esiste solo negligenza nell’applicazione delle norme di sicurezza. Lo sappiamo che costa risorse e tempo preparare e progettare il cantiere per evitare situazioni di pericolo alle persone e dotare gli uomini che lavorano dei dispositivi necessari per non farsi male. Per fortuna ci sono le leggi che lo prevedono e quindi tutti devono adeguarsi. Non possiamo permettere che un lavoratore, e in questo caso un padre di famiglia, non torni più a casa la sera dai suoi cari”.

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