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Bernardo Bellotto Veduta del vecchio mercato di Dresda (1750 –1752) Olio su tela Mosca, Museo Pushkin
Bernardo Bellotto - Veduta del vecchio mercato di Dresda (1750 –1752). Olio su tela - Mosca, Museo Pushkin

Vicenza, quali i dati della mostra “Il trionfo del colore”?

Dal consigliere comunale di Vicenza Raffaele Colombara, dell’opposizione di centrosinistra, riceviamo e pubblichiamo

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Vicenza – Continuano i misteri sui dati della mostra “Il trionfo del colore”, a Palazzo Chiericati, a Vicenza, la cui mancanza è giustificata con ragioni che mettono in evidenza l’impreparazione e la scarsa attenzione per quella che era stata annunciata con squilli di trombe come la prima importante mostra di questa amministrazione comunale. Siamo andati allora a vedere i numeri realizzati dalla stessa mostra, non solo Mosca, ma anche in altre differenti realtà, italiane e straniere.

Numeri che, a guardare le inesistenti code a palazzo Chiericati, dicono sicuramente che quella di Vicenza è stata un’occasione sprecata. Se questo è il modo di gestire un evento già impostato e finanziato, ci chiediamo che ne sarà delle prossime, dopo l’ultima retromarcia di questa amministrazione che dopo aver affermato, non più di qualche mese fa, che il Comune non poteva accollarsi alcun costo nella promozione culturale, ora, con tanto di firma si impegna nella “strategia generale delle iniziative, coordinamento e reperimento risorse” per gli eventi culturali.

C’è grande preoccupazione e amarezza tra gli operatori economici, ma anche tra gli addetti ai lavori e nell’opposizione, per l’andamento della mostra “Il trionfo del colore” a Palazzo Chiericati. I dati sono un mistero, nel senso che pur avendoli chiesti non sono mai stati dati, adducendo scuse poco credibili. Finalmente il 24 gennaio verranno trasmessi in via ufficiale dagli organizzatori, e il mistero potrà essere svelato. Ma già abbiamo registrato empiricamente l’assenza di qualsiasi entusiasmo, di attesa, di grandi presenze, insomma di risposta.

Questo  sia per la scelta sbagliata di tenere la mostra a Palazzo Chiericati, sia per la decisione improvvida di mettere in panchina il curatore, Villa, cosa che ha privato la mostra del suo “motore”, sia per una strategia di comunicazione scadente da parte dell’amministrazione Rucco. O meglio, per l’assenza di strategia. In passato eravamo abituati a puntuali resoconti degli ingressi alle mostre, ai musei, dei dati della Basilica, dei pernottamenti alberghieri. Qua, a parte la trasparenza, manca proprio una strategia turistica e culturale. Tutto questo è già evidente e la facile profezia è che i dati che il Comune riceverà il 24 saranno molto deludenti. Deludenti rispetto a una mostra che a Mosca, con le stesse identiche opere, ha fatto 400 mila visitatori in 100 giorni, 4 mila al giorno, facendo il record del museo Pushkin.

Ma deludente anche se prendiamo a paragone il successo che lo stesso nucleo di opere del 700 provenienti da Palazzo Chiericati (Tiepolo e dintorni) ha ottenuto in questi ultimi anni in alcune esposizioni temporanee organizzate dalla Direzione scientifica del nostro museo: il grande successo della mostra sul Settecento a Zagabria, con oltre 200.000 visitatori in circa 100 giorni, fatta coi nostri quadri; i 29.000 visitatori di un nucleo ancora più ridotto di opere prestate a Bergamo per 4 settimane; e, confronto ancora più imbarazzante, i 50.000 visitatori che gli stessi quadri (senza i capolavori moscoviti!) hanno ottenuto al castello di Mirandolo a Pinerolo, nel Torinese in un paio di mesi.

Insomma, persino senza l’apporto di quadri russi (tra cui i capolavori di Canaletto) le opere vicentine avevano ottenuto, negli ultimi tre anni, riscontri ben maggiori: e non solo in una capitale come Zagabria, ma a Bergamo, e persino a Pinerolo. Aspettiamo dunque finalmente i dati in forma ufficiale, e avremo finalmente la possibilità di capire come sta andando la prima grande mostra della nuova Amministrazione; chiediamoci poi quanto ci vorrà per ammettere che gli errori e l’incapacità stiano non in nefaste influenze astrali, ma nell’operato di questa Amministrazione.

Che si produce in una nuova, ennesima retromarcia. Nello specifico, solo fino a qualche mese fa il Sindaco era perentorio nel dire che il Comune non poteva accollarsi alcun costo nella promozione culturale, salvo oggi nelle dichiarazioni variare prospettiva e dire che nel rapporto tra Fondazione Teatro Comunale, Cisa e Comune sarà quest’ultimo a impegnarsi nel “reperimento risorse”, dopo aver scoperto che “Vicenza è una città-museo a cielo aperto […] visitare Vicenza significa immergersi nella città ideale del Rinascimento. La Basilica palladiana dovrà essere il centro delle nostre iniziative espositive e culturali.”

Non riesco a comprendere ancora che idea vera passa nella testa di Rucco, anche se visto tutte queste dichiarazioni sembra non ne passi proprio nessuna. Noi crediamo nella cultura come motore di sviluppo della città attraverso il turismo. L’esatto contrario di quello che questa Amministrazione sembra portare avanti oggi. La cultura si fa con i fatti. Trattenere a sé la delega e lanciare a caso qualche slogan non serve a nulla.

Raffaele Colombara – Consigliere comunale di Vicenza per la Lista Quartieri al Centro

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