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Mamme No Pfas a Roma per chiedere limiti zero

Mamme No Pfas a Roma per chiedere limiti zero

Roma – Il comitato Mamme No Pfas oggi a Roma, alla Camera dei deputati, per presentare ai parlamentari il video “Recast directive quality of water“ nel quale gli attivisti si rivolgono ai ministri dell’ambiente europei. Nel filmato, inviato ai deputati europei e diffuso sui social il 15 dicembre scorso, intervengono trenta famiglie con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni continentali sulla necessità di porre dei limiti pari a zero per tutte le sostanze perfluoroalchiliche, comunemente dette Pfas.

“Le Mamme No Pfas – si legge in una nota di oggi del comitato -, quali rappresentanti di una vasta popolazione veneta, che vive in prima persona gli effetti della contaminazione, chiedono ai deputati italiani e al ministro Costa, un coraggioso e doveroso intervento normativo nazionale che regolamenti le sostanze perfluoroalchiliche non aspettando che queste norme ci vengano imposte dall’Europa. Riteniamo che l’attuale versione della Direttiva sulle acque per il consumo umano, redatta a livello comunitario, non protegga la salute e l’ambiente: i limiti posti per i composti perfluoroalchilici a catena lunga sono molto più elevati di quelli della Regione Veneto e per i Pfas a catena corta non viene posta alcuna soglia. Questa nuova generazione di Pfas, invece, è documentato essere anch’essa pericolosa e bioaccumulabile”.

Il comitato ricorda che è stata proprio la mancanza di limiti nazionali a creare un buco normativo che ha permesso che questo disastro ambientale accadesse a norma di legge. Inoltre sottolinea che l’adulterazione dell’acqua è già reato in Italia, mentre quello che manca è la correlazione tra inquinamento e patologie. I limiti a zero Pfas sono dunque l’unica scelta possibile per garantire un’acqua sicura.

“Questa – continua Mamme No Pfas – è un’emergenza sanitaria senza precedenti in Italia, e lo Stato ha il dovere di proteggere la popolazione. Da due anni chiediamo che siano posti dei limiti nazionali, il ministro Costa li aveva promessi e la Regione Veneto li ha stabiliti nel 2017. L’Italia, che in Veneto ha potuto toccare con mano la preoccupante pericolosità di queste sostanze, dovrebbe aver già provveduto a fissare i suoi limiti nazionali, diventando esempio credibile per le altre nazioni europee. Ovviamente i limiti che chiediamo sono pari a zero perché un limite diverso implica che continueremo, giorno dopo giorno, ad accumulare queste sostanze nel sangue e nei tessuti”.

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