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Le spugne fossili del Museo Zannato fanno scuola

Montecchio Maggiore – Ci sono anche alcune spugne fossili del Chiampo, conservate al Museo Zannato di Montecchio Maggiore, tra gli esemplari utilizzati in uno studio innovativo, da poco pubblicato, che combina dati sia sul Dna mitocondriale di spugne attuali, sia sui fossili, allo scopo di produrre un albero evolutivo calibrato nel tempo.  Le spugne (phylum Porifera) sono tra i più antichi animali multicellulari ancora viventi. Probabilmente sono alla base dell’albero dell’evoluzione, tra i progenitori comuni di tutti gli altri animali, uomo compreso. Ricostruire l’albero evolutivo delle spugne è dunque fondamentale per capire come si è evoluta la vita sul nostro pianeta.

Questo studio fornisce nuove informazioni sull’evoluzione delle Demospongie, la classe con più specie viventi del phylum Porifera. Lo studio supporta un’origine Neoproterozoica (~700 Ma Milioni di anni) delle demosponge. Inoltre fornisce le età dettagliate per una possibile diversificazione per i gruppi di demosponge Tetractinellidae (~315 Ma), Astrophorina (~240 Ma), Spirophorina (~120 Ma) e la famiglia Corallistidae (~188 Ma).

“Il fattore più importante in questo nuovo approccio è stato il numero di fossili, le stime precise della loro datazione e l’assegnazione a gruppi tassonomici recenti”, ha spiegato Astrid Schuster, ricercatrice presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera in Germania. La curatrice del Museo Zannato di Montecchio Maggiore Viviana Frisone ha aggiunto che “questo studio conferma l’utilità dei musei come archivi di biodiversità, anche di quella antica. Siamo orgogliosi di aver contribuito, con i nostri dati, ad uno studio così multidisciplinare ed importante”.

“Il nostro museo – ha sottolineato il sindaco di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto, – seppure piccolo e a carattere locale, presenta delle eccellenze. Fra queste vi sono sicuramente la didattica e la divulgazione ma anche la ricerca. Da più di 30 anni al Museo Zannato si fa ricerca in ambito scientifico sulla mineralogia del vicentino e sui granchi fossili, con ottimi risultati. Recentemente si sono aperte altre linee di ricerca che auspichiamo si possano sviluppare a beneficio della conoscenza sui beni culturali del nostro splendido territorio”.

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