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Ires, sanità veneta a rischio. Favorito il privato

Venezia – “Abbiamo depositato questa mozione, che speriamo possa essere condivisa e votata da tutti i consiglieri regionali, dopo aver letto i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Funzione Pubblica di Cgil Veneto: con l’aumento dell’Ires contenuto nella Legge di stabilità appena approvata dal Parlamento, la sanità veneta perde in un colpo solo sette milioni di euro”. Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia in Comune), che nella giornata di oggi hanno depositato la mozione “Raddoppio Ires, sanità veneta a rischio: la giunta regionale si attivi presso il governo affinchè il provvedimento sia annullato”.

“Sette milioni di euro – commentano i consiglieri – sottratti ai bilanci delle Ulss venete: una botta che rischia di mettere in ginocchio la sanità pubblica già in affanno. Il rischio è che a pagare siano da un lato i cittadini, con il peggioramento delle prestazioni, e dall’altro i lavoratori, con il blocco del turnover e l’aumento del carico di lavoro. Alzare le tasse alla sanità pubblica, inoltre, significa favorire ancora una volta la sanità privata (come già avviene per le Ipab pubbliche costrette a pagare una tassazione più che doppia rispetto ai privati). Altro che governo del cambiamento».

Per evitare il collasso della sistema socio-sanitario, Ruzzante e Bartelle invitano la Giunta regionale “ad attivarsi presso il Governo affinché venga ripristinata l’aliquota Ires al 12% per gli enti non commerciali – recita la mozione – e ad adottare i provvedimenti utili ad evitare ogni ipotesi che veda la determinazione dei risparmi necessari a coprire l’aumento dell’aliquota Ires previsto dalla Legge di stabilità tramite blocco del turnover dei medici e del personale sanitario, riduzioni d’organico o taglio dei costi degli appalti”.

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