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Indipendenza Veneta: “Portiamo il Veneto in piazza”

Lettera aperta dell’avvocato Alessio Morosin, di Indipendenza Veneta, al presidente della Regione, Luca Zaia…

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Non sia politicamente timido signor Presidente. È necessario fare qualcosa di forte e di unitario: portiamo tutti insieme il Veneto in piazza! Dia Lei i tempi per l’attuazione del percorso di autonomia che, poi, è l’attuazione della volontà del 98,1% del Popolo Veneto. Non basta scrivere letterine e cercare compromessi con la burocrazia ministeriale. Sta montando una strumentalizzazione crescente e distorta sul tema dell’autonomia.

Contemporaneamente i ritardi ed i rinvii costituiscono un fatto grave e inaccettabile. I Veneti sono  attoniti e increduli che si cerchi di giocare  con la loro volontà di autonomia che significa capacità e volontà di assumere concrete responsabilità di autogoverno,  in conformità con l’articolo 2 dello Statuto ed in coerenza tanto con l’articolo 116 della Costituzione quanto con la sentenza 118/2015 della Consulta.

Va ricordato ai distratti che il Veneto, nel giugno 2014, ha approvato anche una legge (la nr 16/2014) di referendum consultivo sull’indipendenza in conformità alle superiore diritto naturale di autodeterminazione dei popoli che è ante -non anti- costituzionale. Lei da che parte sta Signor Presidente: da quella del 98,1% dei veneti o da quella delle consorterie delle maggioranze di governo di cui fa parte anche il suo partito?

Come ex membro dell’assemblea regionale veneta e già candidato alla presidenza della Regione nel 2015, ove, seppur sparsi, oltre centomila veneti hanno dichiarato la loro scelta indipendentista, Le chiedo di indire, tutti assieme, una grande manifestazione unitaria di piazza! Credo che tutti insieme potremmo portare l’orgoglio e la partecipazione di almeno 1 milione di veneti che lei dovrebbe  capeggiare facendo capire a Roma che se salta anche la prospettiva delle briciole dell’autonomia si darà subito corso alla soluzione B) ovvero di una nuova legge veneta per l’indipendenza.

Conto sulla sua capacità di essere coerente e concreto e di assumere  la responsabilità di condurre il Veneto a quel cambiamento storico di vero autogoverno che i nostri padri veneti hanno dimostrato di saper esercitare meglio dell’italietta di oggi. Attendo un suo contatto auspicando di poterLa aiutare seriamente in questo delicato ma decisivo momento storico.

Alessio Morosin

Un commento

  1. Sono oramai circa 40 anni che i Veneti scendono in piazza, anzi nelle piazze di tutto il nord Italia, da Milano a Torino da Bologna fino giù a Roma a rivendicare per tutti, una mai risolta, questione settentrionale. I Veneti, generosamente come da loro costume, si sono battutti per tutti e più di tutti, per un non ben definito federalismo, “fiscale-damaniale” o giù di lì. Per poi passare ad una devolution alla scozzese, ripiegando poi su una “cazzuta” pretesa di indipendenza, sempre seguendo il pifferaio magico di turno. Dopo decenni di sudditanza politica e “gregariato caregaro”, con uno scatto d’orgoglio, ci siamo ritrovati tutti d’accordo a chiedere allo Stato centrale il minimo costituzionale, per mezzo di un referendum, alla celebrazione del quale siamo giunti a “risego”, ottenendo il nulla osta dalla Corte Costituzionale, mercè i buoni uffici di un pool di costituzionalisti di spessore. Il risultato referendario è noto a tutti, il seguito fino ad oggi pure.Il Referendum rimane un atto politico democratico, un sigillo sulla volontà e determinazione del Popolo Veneto, al fine di ottenere quanto recitava il quesito referendario, l’Autonomia. Un milione di veneti in piazza, sarebbe un segnale forte per quanti, a palazzo pensassero di poter fare melina all’infinito su una questione di vitale importanza come la volontà popolare democraticamente espressa.

    Cordialità
    Antonio Lanaro

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